Imparare a meditare – Parte 2: L’attenzione

Brother Achalananda (Self-Realization Fellowship) descrive i suggerimenti di Paramahansa Yogananda su dove concentrare l’attenzione nella meditazione.

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Quando meditiamo, tentiamo di concentrarci su Dio. Ci si può concentrare su qualsiasi cosa; ma quel tipo particolare di concentrazione che è posta su Dio si chiama meditazione. Se ci fermiamo a pensare a Dio, beh, tutte le Scritture dicono che Dio è onnipresente; Dio è ovunque, e allora dove fissiamo l’attenzione? Dato che è ovunque, Egli è anche dentro di noi. Perciò il luogo migliore dove concentrarsi, in cui avere il minor numero di distrazioni, la minore distanza da colmare per entrare in contatto con Lui sarebbe proprio dentro di noi. E ora va menzionato il punto tra le sopracciglia, che è chiamato occhio spirituale, e ha anche altri nomi. L’occhio spirituale, proprio qui, se, nella posizione di meditazione, solleviamo gli occhi a questa altezza, cosa che possiamo fare facilmente, e poi, senza forzare, solleviamo gli occhi e poniamo qui l’attenzione, lo sguardo interiore. Ora, questo è un punto del corpo di somma spiritualità. Nel corpo è il centro della volontà e il centro della concentrazione. E vedrete, forse l’avete già notato, che se siete concentrati molto profondamente su qualcosa, è possibile che aggrottiate le sopracciglia, perché vi state concentrando intensamente, perché questo è proprio il centro della concentrazione e della volontà. Ha anche un significato spirituale più profondo. E’ un punto in cui si manifesta la coscienza di Cristo o di Krishna in questo particolare punto del corpo; è dove possiamo più facilmente entrare in contatto con questa coscienza. Perciò questo è il punto su cui concentrarsi quando si medita. Proprio qui, nell’occhio spirituale. L’occhio spirituale, a volte chiamato terzo occhio, in questo punto fra le sopracciglia; è in effetti qualcosa che vediamo ed è composto da tre parti, proprio come un occhio. Se guardiamo lì —come abbiamo detto gli occhi sono chiusi dopo aver meditato— se guardiamo lì con concentrazione, possiamo vedere una luce. Di solito i principianti non vedono nessuna luce; c’è ovunque oscurità, ma alcuni vedono subito una luce. La luce può essere di colori diversi o potete proprio vedere l’occhio spirituale. Se lo si vede, è un anello dorato, che circonda un’area blu scuro, che al centro ha una stella a cinque punte, con una punta verso l’alto. Quello è l’occhio spirituale. Guruji ha detto: “Se vedete qui una luce, guardate al centro della luce”. Questo richiede concentrazione, vedere l’occhio spirituale. A volte è chiamato la grotta della quiete, la grotta dell’occhio spirituale, la grotta della quiete, la grotta di Dio. E noi vogliamo entrare in quella grotta perché quando ci si trova lì si cominciano a percepire questi aspetti di Dio. Questo è possibile grazie alla meditazione? Sì, questo accadrà un giorno grazie alla meditazione. Un giorno. Non è necessariamente qualcosa che avviene sempre subito. Anche se, di nuovo, bisogna considerare tutte queste cose come potenzialità. Ad alcuni accadono subito, ad altri a metà strada, ad altri alla fine. Dipende da ciascun individuo.

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– Paramahansa Yogananda su Wikipedia
Aforismi di Yogananda su Meditare.it
Imparare a meditare – Parte 1: La postura corretta



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