Dall’Habeas Corpus all’Habeas Animam

La libertà spirituale dovrebbe essere riconosciuta come il primo diritto umano, il più profondo emblema del vero rispetto dei valori individuali. Nella Magna Charta, firmata nel 1215 in Inghilterra da re Giovanni Senza Terra, appariva per la prima volta il concetto di libertà individuale fisica, l’Habeas Corpus: hai un corpo e questo corpo non può essere posseduto da altri che te, non può essere schiavizzato, percosso, rinchiuso o esiliato da nessuno tranne che dalla legge; questo corpo è tuo.

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Ma è l’anima la vera essenza di ogni essere umano. Come si può essere liberi se la propria anima è condizionata ad esprimersi in una prescelta forma di religione? Oggi è necessario fare un passo avanti e aggiungere ai diritti umani anche il riconoscimento e la tutela della coscienza individuale in ogni suo aspetto; è il concetto di habeas animam: ogni individuo possiede la sua anima e nessuno può violare questa parte essenziale dell’essere umano. L’anima, la coscienza interiore, l’atman, il Sé o come lo si desideri chiamare non può essere condizionata o forzata. Se questo rispetto diventasse un impegno socialmente accettato, il mondo diventerebbe un luogo sacro e libero. Se soltanto i bambini venissero aiutati a crescere spiritualmente nel rispetto e nella tolleranza delle innumerevoli scelte possibili, sarebbe una rivoluzione globale.

(Da: “Enciclopedia olistica”, Le colonne della nuova scienza olistica, di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli)

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