Il maestro che decise di morire in meditazione

Dilgo Khyentse Rinpoce racconta la storia di un maestro di ritiri di un monastero nel Kham, amico dei suoi fratelli maggiori, che aveva portato a perfezione lo yoga dei canali, dei venti e delle essenze. Un giorno disse al suo attendente: “Tra poco morirò. Cerca nel calendario una data favorevole”.

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Benché turbato, l’attendente non osò contraddire il maestro. Esaminò il calendario e vide che il lunedì successivo le stelle erano favorevoli. “ Lunedì è tra tre giorni”, disse il maestro. “Penso di potercela fare”. Quando l’attendente ritornò lo trovò seduto nella posizione di meditazione, così immobile che sembrava già morto. Il respiro era cessato, ma il polso continuava a essere appena percepibile. L’attendente decise di non intervenire e di aspettare. A mezzogiorno si udì il suono di una profonda espirazione. Il maestro ritornò alla normalità, parlò con lui con umore gioioso e chiese il pranzo, che mangiò con piacere. Aveva sospeso il respiro per tutta la mattina trascorsa in meditazione. Il motivo era che la durata della vita è calcola da in un numero preciso di respiri, e il maestro, sapendo la morta vicina, trattenne il respiro perché il numero stabilito non si esaurisse prima del giorno favorevole. Dopo mangiato, inspirò profondamente e trattenne il respiro fino a sera. Fece lo stesso il giorno dopo e quello dopo ancora. Arrivato il lunedì, chiese: “ E’ oggi il giorno favorevole?”. “Si”, rispose l’attendente. “Bene, oggi me ne andrò”. Quello stesso giorno, senza apparente malattia o difficoltà, il maestro morì durante la meditazione.

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