Vivi come se fossi il primo essere umano – Osho

«La mia intera visione è questa: un essere umano totalmente vivo, intensamente vivo, che si gode tutto ciò che la vita rende disponibile, e ne gode con grazia, con gratitudine nei confronti dell’esistenza. E questo è il significato di amare se stessi. Significa che hai eliminato tutto il pattume frutto del rifiuto, della repressione religiosa. Hai abbandonato tutti gli ideali che ti hanno dato. Voi adesso state in piedi da soli come se foste Adamo ed Eva. Nessun prete è mai esistito, nessuna religione è mai esistita: non siete corrotti, siete incontaminati, limpidi! Iniziate come Adamo ed Eva… pensa solo all’idea!

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Perchè preoccuparsi del passato? Scordatelo! Tu sei il primo uomo! Inizia a vivere come se non sapessi come vivere. Non c’è nessuno a insegnarti, non esistono istruzioni; non ci sono libri che dicano come fare questo o quello. Ti trovi abbandonato da solo su un’isola. Hai tutto a disposizione: l’intelligenza è in te, l’istinto è dentro di te, l’intelletto è dentro di te, l’intuito è dentro di te. Adesso inizia a muoverti! Certo, potrai commettere qualche errore; non c’è nulla di male: è così che si impara. Forse potresti cadere qualche volta, nulla di cui preoccuparsi. Ti puoi rialzare, e la prossima volta camminerai con maggior attenzione, più attento; perciò hai guadagnato qualcosa dalla caduta.

Da ogni sbaglio, da ogni errore, si ottiene sempre qualcosa. Gli errori sono preziosi, gli sbagli sono estremamente necessari. Se in qualche modo sei protetto dal fare errori e sbagli, non crescerai mai, non imparerai mai nulla, non maturerai mai. Quindi, comportati come se fossi il primo uomo: il mondo intero è a tua disposizione, perché tu possa esplorarlo. E nell’esplorarlo rimarrai sorpreso: simultaneamente viene esplorato anche il tuo mondo interiore. Infatti, mentre esplori il mondo esterno, la tua visione diventa più profonda, la tua intelligenza si affina, la tua consapevolezza si acuisce. E un uomo perfettamente appagato è colui che esplora sia l’esteriorità sia l’interiorità; e che, al momento della morte, può avere un sorriso sul volto: ha vissuto totalmente, è felice di aver vissuto totalmente; ha bruciato la candela della sua vita da entrambe le estremità. Visto che puoi bruciare la tua candela da entrambe le parti, perché essere avaro e bruciarne solo una? Potendo, perché non goderti la doppia luce di due fiamme riunite, goditele! Infatti quel godimento non è un semplice piacere: ogni gioia è una crescita e ti porta più vicino alla beatitudine, all’estasi. E se non consegui uno stato di estasi nel quale puoi dire: «Sono arrivato, mi sono realizzato… lo scopo dell’esistenza in me si è adempiuto. Se adesso viene la morte, è la benvenuta.

A questo punto, quella è la sola cosa che non conosco.» Un uomo che può dire: «Adesso la morte è l’unica cosa che non conosco, la vita l’ho conosciuta», sarà entusiasta della morte, sarà desideroso di incontrarla, ci si vorrà tuffare. E questo è il paradosso della vita: chi è pronto a morire, non muore mai. Per chiunque sia pronto a tuffarsi nella morte, la morte scompare. La morte è solo per i codardi. La morte è solo per coloro che non hanno vissuto, che di fatto sono rimasti morti per tutta la vita! La morte non è per chi è vivo: più sei vivo, più la morte è lontana. Se sei totalmente vivo, non esiste morte alcuna: La morte non esiste! A quel punto c’è solo la vita, la vita eterna».

… segue un filmato del maestro spirituale e di meditazione Osho …

(Da: Osho – From Misery to Enlightenment #10)

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