L’unica norma a cui attenersi

Secondo il filosofo tedesco Kant (1724-1804), a prescindere dalla situazione concreta che ci troviamo a vivere, dobbiamo comportarci obbedendo ad una legge universale, astratta.

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Ad esempio, l’imperativo “non mentire” è assoluto e non dovrebbe essere mai alterato nelle situazioni concrete che ci troviamo a vivere.

Per illustrare questo punto, il filosofo fece la seguente ipotesi: supponiamo che ci sia un innocente che si nasconde in casa vostra. Un uomo intenzionato ad ucciderlo bussa alla porta chiedendo se è lì. Che fate?… Per Kant dovremmo dire la verità.

Per il filosofo cinese Confucio (551-449 a. C.), invece, nessuna norma astratta può dirci come comportarci esattamente nel nostro mondo caotico in continuo cambiamento, mentre ci destreggiamo tra mille ruoli, emozioni e circostanze diverse. Occorre applicare la nostra sensibilità al caso concreto: l’unica norma alla quale dobbiamo attenerci è la benevolenza. Coltivare e mostrare la benevolenza nelle diverse situazioni è il solo modo di diventare persone etiche.

(Michael Puett e Christine Gross Loh, La Via, Einaudi)

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