Trataka (fissare stabilmente una cosa)

La parola Trataka – forse la più diffusa tre le tecniche di meditazione – significa “guardare fisso”. La pratica di trataka implica il guardare a un punto o oggetto senza sbattere gli occhi. E’ un metodo di focalizzare gli occhi e portare la mente su un punto ad esclusione di tutti gli altri.

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L’oggetto può essere esterno al corpo, in questo caso la pratica è chiamata bahira trataka, o l’oggetto di consapevolezza può essere interno, in questo caso è chiamato antar trataka. Attraverso questo metodo, tutta l’attenzione e potere della mente è canalizzato in un flusso continuo. Questo permette al potenziale latente all’interno della mente di arrivare spontaneamente.

La pratica di trataka non è confinata nello yoga. E’ universale ed è stata usata attraverso gli anni come metodo di normale esperienza trascendentale. Trataka è semplice, però veramente potente e questa è la ragione per cui molti sistemi differenti e religiosi l’hanno usato in una forma o in un’altra come mezzo di elevazione spirituale.

Le dolci e lente respirazioni produrranno uno stato di rilassamento benefico al sistema nervoso; trataka è in grado di calmare la psiche, facilita la concentrazione mentale, l’astrazione sensoriale e la meditazione; … Secondo alcuni studiosi dello yoga, poi, l’esecuzione regolare di questa concentrazione dello sguardo, rende gli occhi particolarmente brillanti, luminosi e magnetici, sì che sembrano sprigionare una forza misteriosa. La capacità di fissare volontariamente lo sguardo sviluppa le nostre facoltà di attenzione e di concentrazione e permette di vincere le nostre distrazioni e di dominare la nostra timidezza, emotività, facendoci superare ad esempio, una tendenza alla depressione. … sono da evitare esagerate e prolungate fissazioni dello sguardo …

Adopera, eventualmente, un portacandela alto circa 70 cm, ovvero la giusta altezza per fissare una candela mentre si sta seduti a terra. La parola trataka significa “osservare” o “fissare” e si tratta di uno dei 6 kriya di purificazione (shatkarman). La pratica implica l’osservazione della fiamma di una candela allo scopo di focalizzare la mente rendendola stabile e unidirezionale. Allevia la tensione mentale, migliora la memoria, aiuta a sviluppare la forza di volontà ed è un’eccellente preparazione per la meditazione.

Trataka è altresì una purificazione per gli occhi, è utile per curarne i disturbi. 
 

Esecuzione

Da seduti si deve fissare un piccolo oggetto o un segno, fino a quando dagli occhi scendano le lacrime. Durante la fissazione dello sguardo, è bene sforzarsi di non battere le palpebre: questo provoca la reazione degli occhi che si manifesta dapprima con un leggero bruciore o fastidio, poi con la lacrimazione. Il sistema per ritardare al massimo il riflesso del battere le palpebre, consiste nel rilassare il viso completamente, ed aprire un pò di più gli occhi quando sopravviene lo stimolo. Così la reazione di bruciore e lacrimazione è assicurata. Dopo la lacrimazione, occorre battere ripetutamente le palpebre e poi tenerle chiuse appoggiandovi sopra le mani, senza premere, in modo che gli occhi riposino. 
 

Benefici

Come detto, Trataka cura i disturbi degli occhi, ed attraverso la secrezione delle lacrime, si effettua un “lavaggio” dei canali. Si ottiene anche un maggior rilassamento dei muscoli facciali e circostanti il bulbo oculare. La purificazione degli occhi, secondo lo Yoga classico, allontana la pigrizia, e dona la “chiara visione”.

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Tratak – en.wikipedia

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