Meditazione, energia e centro vitale – Jean Klein – 2

[ segue da: Meditazione, energia e centro vitale – Jean Klein – 1 ] L’energia s’esprime nella diversità e l’unità è nella diversità. Gli opposti sono l’espressione dell’unità. I conflitti psicologici non sono degli opposti, ma delle prese di posizione, quando il pensatore mette l’accento su questo o quell’opposto. L’osservatore genera il fenomeno d’osservazione, e la differenziazione dell’unità della moltitudine è la scelta del pensatore. La scelta del pensatore non può sfuggire ai limiti dei suoi condizionamenti. Non si può sperimentare o possedere l’energia. L’esperienza come il senso di possesso sono del pensiero e il pensiero è una frazione dell’energia…

Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - mindfulness - zen - buddhismo - benessere - salute

L’energia frazionata non è la totalità ed è nel particolare, nella totalità, che regna l’intelligenza. L’intelligenza è libertà, e l’azione del pensiero è sempre nel campo del condizionamento. Essere semplicemente attenti, senza scelta né nell’inspirare che nell’espirare, né nel centro vitale, nell’ addome a 3,5 cm. sopra l’ombelico. Si sente la salita e la discesa del respiro in relazione al centro vitale. L’attenzione non è la concentrazione, non c’è scelta e dunque nessuna esclusione. L’andare e venire armonioso della respirazione e tutto il movimento della vita interiore ed esteriore fanno parte del campo dell’attenzione. E’ possibile intendere, vedere e sentire con il centro vitale. L’attenzione silenziosa è di volta in volta nel centro vitale e dappertutto; può prodursi una sensazione luminosa a livello del centro vitale. Quel vissuto è molto benefico per la salute. Questo può succedere in un qualsiasi momento della giornata o della notte, durante gli esercizi di sensibilizzazione, nelle attività quotidiane, negli sforzi, come nella posizione seduta e gli esercizi respiratori. La conoscenza di sé non può essere “coltivata” nella posizione seduta. Al di là del condizionamento è il non manifestato. Il non manifestato esiste indipendentemente dal manifestato.

Con procedimenti diversi derivati dall’ipnosi (ripetizione di parole, visualizzazione e concentrazione) si ottiene l’arresto del pensiero o vuoto mentale. Il vuoto mentale non esiste. L’arresto del movimento del pensiero è immobilità e l’immobilità non è la fine del pensiero.

La cessazione delle attività del pensiero avviene naturalmente attraverso l’esaurimento del contenuto della totalità dell’inconscio. Quando non c’è più contenuto, il contenente non ha più ragione d’essere; questa è la conseguenza della conoscenza di sé, non di una decisione o di un metodo. Non c’è che una energia nella diversità.

E’ la coscienza personale di sé che crea le divisioni illusorie tra la mente e il corpo, il pensatore e il pensiero, il conscio e l’inconscio, l’energia e le energie, l’immobilità e il movimento. L’individuo non è l’universale e l’universale non è l’individuo. Non c’è che la vita nell’eterno presente.

C’è una postura seduta giusta, ma nello stato di pura attenzione, non ci si preoccupa della postura… della posizione della testa, della colonna vertebrale, ecc., neanche della respirazione e del centro vitale…

Quando la mente è silenziosa, attenta, il corpo sente la postura che gli conviene; si risvegliano i processi di rilassamento e scompaiono le tensioni fisiche.

La pura attenzione non può essere orientata, non ha direzione nemmeno se si concentra da sola.

La respirazione e i suoi scambi con il centro ombelicale, a 3,5 cm. sotto l’ombelico, nell’addome, rientrano nel campo della pura attenzione. Quando l’ordine è ristabilito nei registri della coscienza e le energie sono normalizzate nell’organismo, il centro ombelicale ha la sua sensibilità nella percezione del presente.

Con l’esercizio di sensibilizzazione, i difetti che impediscono la postura seduta, si possono rettificare. Sedersi su di un cuscino aiuta la buona tenuta della colonna vertebrale e il rilassamento.

Perché il corpo si rilassi, cosa importante nel rilassamento, lo si lascia prima esprimere nella sua sensibilità, esercizio di sensibilizzazione. In seguito prende da solo la posizione che gli si addice.

Nessuno può insegnare la postura giusta. Il corpo ha la sua intelligenza ed è nella libertà che si esprime l’intelligenza.

(Da: Jean Klein – Meditazione, energia e centro vitale – 3èmw Milénaire n. 82 – Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini, sviluppocoscienza.it)

Jean Klein – macrolibrarsi
Jean Klein – Amazon

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: