Lo sforzo eccessivo (Henepola Gunaratana)

I meditanti avanzati vengono spesso considerati come persone molto gioviali; essi infatti possiedono uno dei tesori di maggior valore per gli esseri umani: il senso dell’umorismo. Senso dell’umorismo che non consiste in quelle battute spiritose e superficiali dell’ospite di uno spettacolo televisivo. È un vero senso dell’umorismo. Questi meditanti riescono a ridere delle loro umane manchevolezze e dei loro personali disastri.

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I meditanti principianti sono spesso troppo seri. Perciò, ogni tanto, ridete; è importante che impariate a fluire insieme con qualsiasi cosa accada, e non riuscirete a farlo se siete tesi, sotto sforzo, e se prendete tutto troppo seriamente. I principianti sono spesso troppo impazienti di vedere risultati, e sono pieni di aspettative enormi e spropositate. Si buttano nella meditazione e pretendono risultati immediati. Si sforzano e sono tesi, sudano e si affaticano. Per loro tutto è terribile, tremendamente serio e solenne.

Lo stato di tensione è l’opposto della consapevolezza e, perciò, quegli studenti ottengono pochi risultati dalla meditazione. Allora decidono che, tutto sommato, non è poi così bella, e che non gli ha dato quello che volevano. E la gettano via.

È bene tuttavia sottolineare che la meditazione si apprende solo meditando. Si arriva a comprendere cosa sia la meditazione, e dove conduca, solo attraverso la diretta esperienza della meditazione. Perciò, dato che il principiante ha sviluppato poco il senso di dove lo conduca la sua pratica, non sa dove è diretto.

Le aspettative dei principianti sono intrinsecamente irrealistiche e piene di informazioni errate: essi si aspettano tutte le cose sbagliate, e ciò non fa assolutamente bene. Iniziano il cammino meditativo sforzandosi troppo, e non ottengono che rigidità, infelicità, colpa, e autocondanna.

Quando vi sforzate troppo, la vostra pratica diventa meccanica, e ciò sconfigge la consapevolezza prima ancora che essa inizi. Un buon consiglio è lasciar cadere tutto questo: lasciate cadere le vostre aspettative e le forzature. Meditate con uno sforzo equilibrato e bilanciato. Godetevi la meditazione, e non sovraccaricatevi di ansia e sforzi. Siate consapevoli, e la meditazione stessa si prenderà cura del futuro.

(Da: Henepola Gunaratana – “La pratica della consapevolezza”)

Henepola Gunaratana (macrolibrarsi)
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https://en.wikipedia.org/wiki/Henepola_Gunaratana

Henepola Gunaratana, nato nel 1927 in un piccolo villaggio di Sri Lanka, è stato ordinato monaco buddhista all’età di dodici anni. Per alcuni anni è stato missionario della Maha Bodhi Society a Sanchi, Delhi, Bombay e infine in Malaysia. Nel 1968, su invito della Sasana Sevaka Society, è giunto negli Stati Uniti in qualità di segretario generale della Buddhist Vihara Society di Washington, di cui è stato nominato presidente nel 1980. Da allora Gunaratana ha tenuto corsi sul buddhismo, condotto ritiri di meditazione e tenuto conferenze negli Stati Uniti, in Canada, in Europa, in Australia e in Nuova Zelanda. È abate del monastero della Bhavana Society, dove risiede.



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