“Il karma non è un destino fisso” – Jon Kabat-Zinn

Spesso, sbagliando, si confonde il karma con la nozione di un destino fisso, ma è più simile a un’accumulazione di tendenze che possono bloccarci in particolari modelli di comportamento, che a loro volta danno luogo a ulteriori accumulazioni di tendenze di natura simile: non è obbligatorio essere prigionieri del vecchio karma. Questo è il modo in cui la consapevolezza cambia il karma: quando stai seduto, non permetti che i tuoi impulsi si traducano in azione. Almeno per quel momento li stai solo guardando.

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Guardandoli, ti accorgi presto che tutti gli impulsi si presentano alla mente e passano via, che non hanno una vita propria, che non sono te, ma solo pensieri e che non devi per forza esserne condizionato. Non alimentando gli impulsi e non reagendo ad essi, arrivi a comprendere direttamente la loro natura di pensieri. Questo processo brucia realmente gli impulsi distruttivi nel fuoco della concentrazione, dell’equanimità e del non-fare. Nello stesso tempo, i pensieri e gli impulsi creativi non sono più spintonati via da quelli più turbolenti e distruttivi, ma sono invece nutriti nella misura in cui sono percepiti e conservati nella consapevolezza.

Quando siamo presi dal vortice degli impegni, quando abbiamo la sensazione di non essere padroni di noi stessi e non riusciamo più a goderci le cose belle della vita, allora è il momento di fermarsi un istante e riconquistare quell’unico momento della nostra esistenza di cui disponiamo per vivere, crescere, sentire, amare, gioire: il presente.

(Jon Kabat-Zinn – Dovunque tu vada, ci sei già. Una guida alla meditazione)

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https://it.wikipedia.org/wiki/Jon_Kabat-Zinn
https://it.wikipedia.org/wiki/Mindfulness



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