Hai perso le scarpe? (di Harry Palmer)

Chiedete alla persone in cosa credono e facilmente avrete un assortimento di ciò che vogliono, di ciò che hanno sentito, e di ciò che suona ragionevole, oppure, secondo il sondaggio, di ciò che è approvato con più probabilità. Le persone credono in quello che affermano? La maggior parte delle volte la risposta è no. Ma scavate al di sotto delle convinzioni che asseriscono e troverete le convinzioni vere che formano il comportamento e creano la realtà.

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Le convinzioni vere, scelte deliberatamente o metodicamente indottrinate, creano una matrice per ciò che percepite e come lo interpretate. Durante momenti ordinari di coscienza questa matrice fa sì che voi percepiate certe cose e non ne percepiate altre. Cambiare una convinzione vera può cambiare il vostro stato mentale, può cambiare ciò a cui date attenzione e può cambiare ciò che vedete. Una convinzione vera può infatti far sparire oggetti dalla vostra considerazione.

Un mago a teatro ipnotizzò un soggetto e gli chiese di togliersi le scarpe. E così lui fece. L’ipnotizzatore poi introdusse una convinzione (la chiamò suggerimento post-ipnotico) che quando il soggetto si fosse svegliato non avrebbe visto le proprie scarpe. Le scarpe erano poste in bella vista sul pavimento a poca distanza di fronte alla sedia del soggetto.

L’ipnotizzatore contò all’indietro da 5 a 1; dicendo al soggetto, tra un numero e l’altro, che si stava gradualmente risvegliando e che al numero 1 si sarebbe completamente svegliato, sentendosi felice e rinfrescato.

Il soggetto si svegliò sorridendo come se niente fosse successo. “Mi dispiace” disse, ” immagino di non essere un soggetto molto bravo.”

L’ipnotizzatore indicò i piedi del soggetto e chiese: “Dove sono le tue scarpe?”

Per un istante il soggetto fu sconcertato che le sue scarpe non ci fossero. Guardò intorno; guardò proprio oltre le scarpe in bella vista e alla fine rispose di non avere indossato alcuna scarpa.

L’ipnotizzatore insistette. “Intendi dire che sei venuto a teatro stasera senza metterti le scarpe?”.

Gli spettatori risero e il soggetto cominciò a essere imbarazzato e a mettersi sulla difensiva. “Sì” disse, “lo faccio sempre!”

“Vieni a teatro senza scarpe?”

“E’ il mio modo di protestare,” affermò il soggetto.

“Posso chiederti su cosa protesti?” domandò l’ipnotizzatore.

“Sto protestando con un sistema che mi obbliga a fare cose che non voglio fare,” lui asserì.

“E tu non vuoi indossare le scarpe?” chiese l’ipnotizzatore.

“Proprio cosi’.”

L’ipnotizzatore indicò direttamente le scarpe, le toccò e le fece battere sul pavimento. “Non sono queste le tue scarpe?”

Il soggetto guardò fissamente per parecchi secondi; la sua mente cominciò a registrare le scarpe davanti a sé e più tardi a registrare che le scarpe erano le sue.

“Oh sì, le ho tolte quando sono venuto sul palco cosi non sarei caduto. Sono nuove e le suole sono ancora scivolose”.

La cosa veramente notevole di questo evento è che la convinzione inculcata dall’ipnotizzatore non solo ha fatto sì che le scarpe siano scomparse dalla percezione dell’uomo, ma ha anche fuorviato la sua mente a creare una spiegazione ragionevole per le scarpe mancanti.

Naturalmente, la spiegazione ragionevole non era la causa dell’esperienza. La spiegazione ragionevole era una convinzione asserita creata dopo il fatto.

La vera causa dell’esperienza era una qualche approssimazione della convinzione: ‘Quando mi sveglio, non sarò in grado di vedere le mie scarpe anche se sono proprio di fronte a me.’

Una convinzione trasparente, inculcata ipnoticamente, può creare una matrice mentale che fa sì che la mente percepisca selettivamente.

La principale direttiva della mente, la sua ragione di essere, è di dare un senso a ciò che è percepito. In questo caso, non solo ha creato una spiegazione ma l’ha anche abbellita con una nuova convinzione creata dal nulla: “Sto contestando un sistema che mi obbliga a fare cose che non voglio fare”. Questa persona ora sta vivendo con una menzogna.

Perché il soggetto non ha semplicemente detto, “Non so dove sono le mie scarpe?”. Quella sarebbe stata una risposta onesta, ma avrebbe costretto la sua mente ad entrare in uno stato vulnerabile di non sapere. Non sapere può essere umiliante e allo stesso tempo pericoloso. Una reazione comune al non sapere è iniziare a buttarsi in speculazioni, ipotesi e illusioni.

Alcuni psicoanalisti vi diranno che questo è un meccanismo di difesa: un modo per evitare una potenziale minaccia all’autostima o un conflitto con la propria immagine. E’ una mente che sta soffrendo per incompletezza di dati e utilizzando la propria immaginazione per aver ragione e proteggendo la stima di sé. Le persone non tollerano facilmente uno stato di non sapere, e spesso scelgono di distorcere la realtà piuttosto che sopportare la vulnerabilità.

Questa è la strada che il nostro soggetto ipnotizzato ha seguito.

Il nostro soggetto stava compensando per dati incompleti causati da un particolare tipo di convinzione inculcata, ma si possono trovare meccanismi di difesa simili per ogni tipo di convinzione trasparente.

La mente ha un profondo impulso irresistibile ad essere nel giusto, e questo impulso può spingervi ad affermare cose che voi realmente non credete. Questo complica ciò che diversamente sarebbe un chiaro collegamento tra convinzione vera ed esperienza.
 

Convinzioni Trasparenti

Una convinzione si dice trasparente quando tu agisci attraverso di essa senza accorgertene. Le convinzioni trasparenti raramente sono utili e, in effetti, possono essere pesantemente debilitanti. Per la gran parte sono auto-sabotanti e sono state adottate in un momento nel quale eri leggermente al di sotto della razionalità.

La prima impressione che hai di una convinzione trasparente è che sia incondizionatamente vera. Così è la vita. Sono fatto così. Eccoti la prova! Ma a un certo punto succede una cosa curiosa: scopri che la prova portata a dimostrazione della convinzione è stata prodotta dalla convinzione stessa. Cominci ad intravvedere uno schema.

Le convinzioni trasparenti vengono portate alla luce inducendoti con un trucco a esprimerle e facendoti poi fare un passo indietro per dare un’occhiata a quello che hai appena detto. Le convinzioni trasparenti spesso si nascondono dietro il desiderio di avere ragione, per cui individuarle richiede un certo grado di vulnerabilità.

Estratto da RiEmergere®

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