Coscienza – aa. vv.

Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia. (Carl Gustav Jung – La vibrazione del cuore)

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«Quando ha avuto inizio la coscienza?». «Il ciclo, o monaci, non ha inizio. Degli esseri che migrano e arrancano per questo ciclo, accecati come sono dall’ignoranza e dominati dalla sete di sensazioni, non si può descrivere alcun inizio». (Parole del Buddha – Quando ha avuto inizio la coscienza? – Samyutta Nikaya, XV, 1)

Dio non è una persona, ma è la Coscienza in se stessa. Per questa ragione è consapevole dei pensieri e delle percezioni sensoriali di ogni essere. (Paramahansa Yogananda)

Poiché il seme non contiene altro che il seme, anche i fiori e i frutti sono della stessa natura del seme: la sostanza del seme è anche la sostanza degli effetti successivi. Nello stesso modo, la massa omogenea della coscienza cosmica non dà origine a null’altro che essa non sia già in essenza. Quando si realizza questa verità, la dualità cessa. (Yoga Vasishtha)

La coscienza non è qualcosa di astratto, è come l’esistenza stessa o l’Ananda o la mente o il prana, qualcosa di molto concreto. Se si diventa consapevoli della coscienza interiore, con essa si possono fare ogni sorta di cose: inviarla all’esterno come corrente di forza, erigere un cerchio o un muro di coscienza attorno a sé. (Sri Aurobindo – Lettere sullo Yoga Libro VI)

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