La scoperta di quel che rimane – Jiddu Krishnamurti

Noi vediamo bene che tutta l’umanità deve creare un’unità, perché soltanto così la razza umana sopravvivrà fisicamente e biologicamente.

Non saranno certo i politici a risolvere questo problema, non l’hanno mai fatto! Al contrario, manterranno le separazioni: da ciò traggono grandi vantaggi. L’umanità deve unirsi, è un fatto fondamentale per la sua esistenza, che tuttavia non può accadere attraverso regole, dogmi burocratici, leggi e cose del genere. Quando dunque noi osserviamo tutto ciò dal nostro punto di vista di esseri umani che vivono nel caos di un mondo praticamente impazzito – la vendita di armamenti per profitto, l’uccisione di persone in nome di un’idea, di una nazione, di un dio – che cosa dobbiamo fare? E a che scopo tutto ciò?

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Le religioni hanno cercato di dare un senso alla vita: parlo delle religioni istituzionalizzate, propagandistiche, ritualistiche. Ma nonostante i duemila o i diecimila anni di vita, l’uomo ha semplicemente affermato certi principi, certi ideali, certe deduzioni, ma lo ha sempre fatto a parole, sempre in maniera superficiale e irrealistica. Perciò, se siamo seri – e dobbiamo esserlo, altrimenti non viviamo in maniera reale, il che non significa che non sorridiamo o non ridiamo mai – seri nel senso di un impegno totale rispetto al problema globale dell’esistenza, penso diventi molto importante scoprire un senso personale della vita. Quando dunque ci chiediamo qual è il senso globale della vita, ci troviamo di fronte al fatto che il nostro cervello è prigioniero in un solco, in un’abitudine, in una tradizione, nel condizionamento dell’educazione ricevuta, coltiva soltanto conoscenza, informazioni e funziona così in maniera sempre più meccanica.

Per approfondire questo problema deve regnare un grande dubbio. …

“Se rinnego tutto quello che il pensiero ha creato, che cosa rimane?”. Quando voi capite la natura del pensiero – che è un processo meccanico del tempo, una misura, la risposta al ricordo, un processo che porta sempre più sofferenza, angoscia, ansia e paura all’umanità – e andate oltre, lo rinnegate, che cosa rimane? La scoperta di quel che rimane deve iniziare con la libertà, perché la libertà è il primo e l’ultimo passo. Senza la libertà – non la libertà di scelta – l’uomo è semplicemente una macchina.

(Brani da “Andare incontro alla vita”, J. Krishnamurti)

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Krishnamurti (macrolibrarsi)
https://it.wikipedia.org/wiki/Jiddu_Krishnamurti
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