Domande al maestro di meditazione Taisen Deshimaru

D.: – La vostra espressione “Lo Zen è al di là delle religioni” può lasciar intendere che lo Zen deve rimpiazzare e fare deperire tutte le religioni. Qual’è il vostro pensiero in proposito?

R.: – “Le religioni restano quello che sono. Lo Zen è meditazione. Alla base di tutte le religioni c’è la meditazione. L’uomo d’oggi sente intensamente il bisogno di ritornare all’origine della vita religiosa, all’essenza pura che è nel profondo di lui stesso e che egli può scoprire soltanto con l’esperienza vissuta.

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Ha bisogno di concentrare il proprio spirito per trovare la suprema saggezza e la libertà, che è di ordine spirituale, di fronte alle influenze di ogni tipo che gli sono imposte dall’ambiente. La saggezza umana non è sufficiente, è imperfetta. Solo la verità universale può dare la suprema saggezza. Togli il nome Zen e, al suo posto, metti: verità, ordine dell’universo”.
 

D.: – Cos’è l’amore e la compassione?

R.: – “Jihi è la compassione. L’amore ha molti gradi, forme. L’amore universale è il più profondo. Se abbiamo pietà di qualcuno, non si tratta solamente della sofferenza materiale, affettiva della sua miseria. Dobbiamo diventare come lui , avere il suo stesso spirito. Come aiutare, sollevare, guarire? Noi dobbiamo sempre, non vedere le cose dal nostro punto di vista soggettivo, ma diventare l’altro. Senza dualità. Non solo amarlo ma identificarci con il suo spirito.
Nell’amore, esiste sempre una dualità, una opposizione tra i partner. Ma nella compassione i due esseri non sono che uno. L’amore è relativo. La compassione è comunione totale dei due esseri. Ma senza saggezza l’amore è cieco.

La dimensione ultima nel profondo dell’essere, la dimensione suprema della vita è: coscienza e amore universale. Non possono esistere l’uno senza l’altro. Verità e amore sono una sola e stessa cosa”.
 

D.: – Qual’è il posto della tradizione nello Zen?

R.: – “Lo Zen ha sempre rispettato e protetto la tradizione. Dall’epoca del Buddha, ha sempre seguito questa tradizione senza mai deviarne. D’altro canto, lo Zen crea senza fine, si adatta a tutti i luoghi e a tutti i tempi. E’ incessantemente fresco come una sorgente che sgorga. Qual’è la tradizione? E’ molto difficile da spiegare perché è la natura di buddha, è l’essenza dello spirito che si è trasmesso nel corso dei secoli, da maestro a discepolo, oltre le parole, i shin den shin, dalla mia anima alla tua anima. Dall’India alla Cina, dalla Cina al Giappone, e dal Giappone all’Europa, lo Zen ha spesso cambiato luogo. Per svilupparsi ha bisogno di una terra vergine. Fugge il formalismo e la sclerosi religiosa. Spesso gli Europei mi domandano se saranno capaci di comprendere realmente lo Zen. E io rispondo sempre che ci riusciranno meglio degli asiatici, perché sono freschi e nuovi. Solo una bottiglia vuota può essere riempita”.

(Da: Questions à un maitre zen, Ed. Albin Michel, coll. “Spiritualitès vivantes”)

it.wikipedia.org/wiki/Taisen_Deshimaru
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