L’ardente verità – Jean Klein

J.K. La verità non cambia mai, ma le espressioni della verità sono in continuo cambiamento, continuamente nuove. E’ solo la persona che, in una ricerca di sicurezza, crea la ripetizione. Quando fate fronte alla vita, non dovete mai guardarla attraverso la memoria.
Siate liberi dalla memoria.
Voi fate intervenire certe attitudini, come l’eredità che viene da vostro padre, da vostra madre, e così certe cose apprese, il modo di comportarsi, acquisito nella vostra educazione e nella vostra esperienza.
Tutto questo appartiene alla vostra personalità. Quando affrontate la vita senza fare intervenire la memoria e accettando totalmente i fatti, vi trovate aperti alla vita;. in quella apertura c’è intelligenza, c’è sensibilità. La vera personalità viene dall’istante, dalla situazione stessa. Non c’è niente di personale nell’intelligenza e la sensibilità. La vera personalità sorge con la situazione e si dissolve con la situazione, non lasciando alcun residuo. Siete liberi dalla memoria. Non ci sono compromessi. Agite secondo la situazione. Così non c’è niente di personale nella vera personalità. Quando agite in accordo con la situazione, c’è un’azione senza intenzione, libera dall’ego. In altre parole, l’azione vera si stacca dall’azione personale. Dovete distaccarvi dall’obbiettivo. Per raggiungere lo scopo, bisogna staccarsi dallo scopo.

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D: Potete parlare del ruolo dell’espressione verbale della verità e del suo impatto sulla realizzazione della nostra vera natura?
J.K. Che intendete per verità? Dovete prima scoprire ciò che non è la verità; ciò che non ha esistenza in sé, non essendo la verità, ha bisogno del conoscitore ultimo, la coscienza.
Potete sempre oggettivare la non-verità, ma la verità non può mai essere oggettivata. Voi lo siete…
Quando avrete veramente scoperto ciò che non è la verità, vi troverete spontaneamente nella verità. Da questo punto di vista vedrete che non c’è non-verità, non c’è che l’estensione della verità, che ne è più o meno un’espressione.
Ma non provate mai a oggettivare la verità, a localizzarla. Mai. La verità è la vostra assoluta assenza, quando siete completamente assenti

D: Sembrerebbe che ogni azione sia giustificabile se è un’estensione della verità.
J.K. Quando l’azione viene dalla non-azione, allora giunge dalla verità. Quando l’azione viene dall’azione, allora è solo una reazione.

D: Da molto tempo sono alla ricerca della verità o di Dio. Quando ho cominciato ero paralizzato dall’ansia e dalla paura. Ora sento che ho una comprensione naturale di ciò che non è la verità, ma non ho ancora la sensazione di aver avuto una intuizione di ciò che è la verità.
J.K. Siete alla ricerca di un’esperienza, di Dio, della bellezza. Questo vuol dire che vedete quello che cercate come un oggetto. Direi: molto semplicemente interrogate colui che cerca. Quando interrogate veramente, vedrete che il cercatore è ciò che cerca. E’ la via più corta, se si può ancora parlare di via.
Che sia chiaro nel vostro spirito, ciò che cercate non può mai essere un oggetto perché siete ciò che voi cercate, così non potete mai vederlo, mai capirlo, potete solo esserlo.
Essere, quello vuol dire che non avete rappresentazione, nessuna idea a proposito, siete liberi da ogni concetto. Quando il mentale vede quello, arriva a un arresto, siete tranquilli… Tutte le idee su voi stessi, tutte le vostre qualificazioni devono arrestarsi. Allora vi trovate in una specie di nudità, siete quella nudità, libera da ogni qualificazione. Allora siatelo veramente, siate accordati a quello, completamente.
Ciò che cerchiamo è il più vicino a noi.
La domanda è la risposta, perché la risposta è prima della domanda, altrimenti non ci sarebbe mai domanda.
Ogni altra risposta sarebbe solo un oggetto, noi siamo l’ultimo soggetto. Ciò che siamo profondamente, non può mai essere un oggetto. Comprenderlo produce immediatamente una riorchestrazione di energie. Cercare qualcosa, cercare di trattenere, vivere nello scopo di raggiungere qualcosa, vivere nel divenire, tutta questa energia eccentrica arriva ad arrestarsi; non è un processo di volizione, è un lasciar andare naturale. Nella tranquillità che ne consegue siamo completamente disponibili.
E’ attraverso l’ascolto incondizionato, libero dalla memoria, libero da ogni attesa che arrivate alla percezione diretta.
Dovete prima avere la percezione diretta, un bagliore di verità. Allora vivete con ciò che vi ha condotto al limite di quel bagliore. Ci sarà un momento in cui non avrete bisogno di tutta quella preparazione. Quella comprensione che la vostra vera natura non è mai un oggetto, mai un’affermazione, vi porta automaticamente all’apertura, alla non-conoscenza.
La conoscenza della verità esiste solo attraverso la non-conoscenza. Quella non-conoscenza è l’apertura e quella apertura è la verità. L’apertura non è uno stato psicologico, ma un modo di vivere dove c’è bellezza nella relazione, perché non c’è più relazione personale, non c’è che relazione.
Così vivete con la comprensione che vi ha condotto a quel bagliore. Non toccatelo né manipolatelo, non cercate di renderlo chiaro a livello intellettuale. Gli levereste tutto il suo profumo, non potreste mai riprodurlo con la volontà. Potete solo ricordarvi gli elementi che vi hanno portato alla soglia di quel lampo. Non è una persona che ha avuto quel lampo, è tutto il vostro corpo-mente che ne è stato scosso. Questo lascia un residuo nel corpo-mente. Vivete con quel residuo, nell’innocenza, senza alcun desiderio di volerlo cambiare, né di provocarlo o di ricrearlo.

D: Può funzionare così nella vita di tutti i giorni?
J.K. Liberatevi da tutte le credenze, dalle informazioni di seconda mano, dai “si dice”. Guardate con uno sguardo nuovo, libero da un punto di vista dell’immagine dell’io; allora scoprirete la bellezza. Altrimenti si ha solo ripetizione. Esplorate senza alcuna affermazione, senza alcuna conclusione. Vivete nel vostro silenzio infinito.

D: Credete ai miracoli? Come camminare sull’acqua o la resurrezione?
J.K. Oh! Non credo ai miracoli. Ogni istante è un miracolo, quando lo vedete con il vostro vero sguardo. Non c’è un miracolo particolare.

D: Non è una risposta. Credete che esistano forze particolari?
J.K. E’ la sola libertà che avete, non ci sono altre libertà.

D: Allora siamo chiusi in una prigione?
J.K. Siamo così abituati ad avere a che fare con gli oggetti che è inerente alla natura umana provare a vedersi come un oggetto. Vi prendete per il signor Mario Rossi e vivete come il signor Mario Rossi, accumulando conoscenze in nome di Mario Rossi, ma Mario Rossi non ha nessuna realtà. Questo può prendere del tempo, ma un giorno vedrete che avete vissuto come un’entità che non ha nessuna realtà. Quel momento è una rivoluzione importante nella vostra vita.
Allora troverete la bellezza nella vacuità, non essendo niente.
Perché nella vacuità siete il tutto. Quando siete la vacuità, toccate ciò che vi circonda nella sua totalità. Quando non siete niente, siete libero dalla scelta, libero dalla selezione, libero dalla discriminazione. Lasciate che la vita si presenti a voi. Quando l’io psicologico si presenta, i suoi argomenti non sono solo basati sulla bellezza e la verità, ma sulla sopravvivenza, la sopravvivenza psicologica della persona.
C’è già in voi un presentimento di questa apertura, lì dove non c’è né centro né limite. In quella apertura tutta la vostra intelligenza è a vostra disposizione. C’è uno sguardo nuovo senza interferenze della memoria.
Amate ciò che siete. Non il sè che non siete, ma il vero sè che siete.
Allora non sarete incollato alla vostra personalità e in quel momento, vivrete la relazione senza oggetto. Quella è la bellezza

D: Cosa vuol dire amare se stesso?
J.K. Quando siete alla ricerca di voi stesso, non potete mai trovare colui che cercate. Viene un giorno in cui ci sarà una certa maturità in voi e vedrete che il cercatore è colui che cercate. Ciò che cercate è pace, silenzio, voi stesso, e quello non può mai essere un oggetto. E’ un sentire. E’ un diamante nel vostro sentire. Dovete amare quel diamante. Dovete esserlo e non allontanarvene mai. Quel diamante è il diamante del vostro cuore. Ma prima dovete amare ciò che siete veramente, allora potete amare chi vi sta attorno. Quando non ci siete, allora c’è amore. Questo sembrerebbe molto chiaro, no?
Per parlare in modo religioso, è solo quando non siete che c’è Dio. Quando vivete con la luce della verità, siete già orchestrati, la vostra energia è più o meno orchestrata. Seguite l’ombra e essa vi porta alla sua sostanza. Quando c’è intelligenza, c’è creatività e bellezza. L’ultima è la bellezza, la bellezza non può mai essere definita.

Restiamo in silenzio per un momento …

(3ème Millénaire n.81 – Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini)

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