La mappa non è il territorio (R. Bandler, A. Roberti, O. Fitzpatrick)

Per capire il mondo, ne creiamo una rappresentazione nel nostro cervello: una mappa.

E nel creare una mappa entrano in gioco tre principi di base.

Innanzitutto si cancella parte delle informazioni: in una mappa cittadina non trovate disegnate le macchine ferme al semaforo, né vedete cosa c’è sul tetto degli edifici.

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Questo è un processo utile… finché non cancellate qualcosa di importante come un intero condominio e poi cercate di attraversarlo in macchina perché la vostra mappa dice che lì non c’è niente.

A quanti di voi è capitato, percorrendo un tratto di strada familiare, di notare un negozio che non avevate mai visto?
Poi entrate per chiedere da quanto tempo hanno aperto e vi sentite rispondere che sono lì da cinque anni.

Un’altra cosa che si fa quando si costruisce una mappa è generalizzare.
In una mappa stradale, tutte le autostrade sono rappresentate allo stesso modo, indipendentemente da come sono in realtà, e quando vedete una forma irregolare di colore blu, vi aspettate che sia un lago o il mare.

Le generalizzazioni fanno parte del processo di apprendimento. ‘Se giochi con il fuoco, finisce che ti scotti’, e così impari a non toccare gli oggetti troppo caldi.

È una buona idea e funziona. Poi, però, succede che trovi il tuo compagno a letto con un’altra e decidi che tutti gli uomini sono dei maiali: questa potrebbe essere, almeno in alcuni casi, una generalizzazione eccessiva.

Non è il processo a essere buono o cattivo, ma l’ambito e il modo in cui lo utilizzi.

Infine, si distorce parte dell’informazione.

La mappa di una città di solito è più piccola della città, giusto?
Ed è piatta: è stampata su un pezzo di carta.

Nella vita di ogni giorno distorcete le informazioni tutte le volte che ingigantite un problema o che minimizzate una situazione.

Un altro modo, meno evidente, di distorcere le cose è questo: attribuire un significato a qualcosa che vi è successo o che qualcuno ha fatto o ha detto.

Una vostra collega vi incrocia in corridoio e non vi saluta: ne deducete che sia arrabbiata con voi o che si sia offesa per qualche motivo.

Ancora una volta, con questo non intendo dire che la distorsione sia necessariamente una cosa negativa.
Di fatto, si possono trarre conclusioni anche molto precise.

La cosa fondamentale è rendersi conto che è in atto un processo e che le cose possono essere anche molto diverse da come le vedete voi.

E la cosa più importante di tutte: qualunque cosa crediate stia succedendo, voglio che vi ricordiate che è soltanto la vostra mappa.

Non è affatto detto che coincida con quella delle persone che vi circondano.

Pensateci, la prossima volta che vi ritrovate a litigare su chi ha ragione e chi ha torto.

Fintanto che rimanete all’interno della vostra mappa, è estremamente probabile che rimaniate anche convinti di avere ragione.
Be’, l’altra persona sta facendo esattamente la stessa cosa e anche lei rimarrà convinta di avere ragione.

Quando la vostra mappa e quella delle persone che vi sono vicine non corrispondono, ecco che iniziano i guai.

(Da: “The Ultimate Introduction to NLP”, Richard Bandler, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick)

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