Ogni età ha il suo patrimonio di persuasioni e dogmi

Due brevi, ma emblematici brani da: “Le onde elettromagnetiche che guariscono: da Nikola Tesla a Georges Lakhovsky” di Egidio Maria Bruno Presta)

«Georges Lakhovsky riuscì a guarire i malati di cancro grazie alla sua invenzione, l’oscillatore a lunghezze d’onda multiple. La reazione degli scienziati fu la medesima di quella che si riservò duecento anni prima al dottor Mesmer per la scoperta del magnetismo animale. Esattamente come Mesmer, anche Lakhovsky lamentò dei pregiudizi e dell’ostilità degli scienziati: “Ma, ogni volta che mostravo questi malati ai capi reparto, nelle stanze in cui li trattavo, ero portato a credere che questi successi gli dessero fastidio e non mi era difficile scoprire in loro una punta di scetticismo: “Sì, dicevano, è un miglioramento dovuto all’auto-suggestione. Ed i gerani che ho guarito, si sarebbero dunque lasciati suggestionare?”.

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Quanto tempo trascorse prima che si prestasse fede al moto della terra e alla circolazione del sangue? Ed è un fatto. All’attrazione universale? Ed è un altro fatto! Allorché, ai nostri giorni, Chladni lesse quel suo capolavoro di logica, la dissertazione sugli aeroliti, nell’accademia delle scienze di Parigi, tutti risero di quel buon tedesco. Allorché Fulton presentò i primi modelli del battello a vapore a Napoleone, anche egli rise. E’ tanto facile il ridere! Ed è tanto comoda maniera di dispensarsi dal confutare seriamente! Del resto, ciò non è meraviglia. Il mondo scientifico, come il mondo fisico, ha una sua forza d’inerzia, una forza di resistenza ai subiti e radicali cangiamenti di stato. Le grandi masse si muovono sempre male e pigramente. Le moltitudini non si convertono ad una scienza nuova, ad un creder nuovo, da un giorno all’altro, da un anno all’altro. Ogni età ha il suo patrimonio di persuasioni in questi dogmi, ai quali è pertinacemente attaccata come polpo a scoglio, senza nemmeno tollerare che se ne muova disputa. Queste persuasioni formano la sua religione scientifica; né di esse diffida per pensare che altre persuasioni antecedenti furono già non meno ferme, eppur caddero dopo più d’uno scrollo. Il presente ha sempre ragione contro il passato, e non tiene conto dell’avvenire. I maestri d’oggi dicono, con la stessa inconsiderata audacia di quelli di ieri e dell’altro ieri, che essi soli vedono il vero. Non passa loro nemmeno l’idea, che altri maestri abbatteranno le loro verità supposte; e nessuno che monti in bigoncia per dire: Vanità delle vanità, e tutto è vanità! (Dottor Angelo Cogevina)»

«È opportuno aggiungere in proposito che appena prima di lasciare per sempre quel pianeta ho visto ripetersi esattamente tutto ciò che era successo a Mesmer, ma questa volta nei confronti di un onesto e umile sapiente che apparteneva alla comunità di Francia e che, tramite sforzi assidui e coscienti, aveva trovato la maniera di guarire una terribile malattia molto diffusa negli ultimi tempi su tutto il pianeta. Laggiù questa terribile malattia si chiama “cancro”. Dato che quel Francese, allo scopo di chiarire vari aspetti della sua scoperta, aveva a sua volta intrapreso alcuni esperimenti pratici con sistemi diversi da quelli correntemente in uso, gli altri sapienti contemporanei avevano manifestato nei suoi confronti la medesima particolarità, “beccandolo a morte”. (Georges I. Gurdjieff)»

(Da: Le onde elettromagnetiche che guariscono: Da Nikola Tesla a Georges Lakhovsky – Egidio Maria Bruno Presta)

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Ricercatore, scrittore e articolista. Egidio M. B. Presta ha contribuito in modo significativo ad approfondire gli aspetti più complicati dell’insegnamento di Gurdjieff, attraverso le sue opere: “Gurdjieff e i segreti di Belzebù” e “La straordinaria scienza di Gurdjieff“.

 



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