L’io limitato e la fede – Amma

D: Come possiamo superare la nostra identificazione alla forma e alle credenze che ne derivano? Che ruolo ha la fede?

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Amma: La nostra identificazione con le forme è così grande! Supponiamo che da anni il nostro orologio sia al polso sinistro. Se un bel giorno lo mettiamo al polso destro, guarderemo automaticamente al nostro polso sinistro se vogliamo conoscere l’ora.

I nostri vasanas (tendenze del carattere tra una incarnazione e l’altra – ndr) ci mantengono tanto identificati con il nostro corpo e il nostro mentale che ci incagliamo a penetrare di più nella nostra profondità. E’ questa catena di accumulazione di vasanas prosegue vita dopo vita.

Sentiamo tanto spesso dichiarazioni come: “sono il re”, “sono il capo della polizia”, o ancora “sono il padrone”, Questo sentimento di un “io” limitato è un infantilismo. Il nome, come la gloria, non sono che provvisori. Quando moriremo, niente di tutto questo ci accompagnerà. L’attaccamento a oltranza a questa falsa nozione non farà che distruggerci, e con noi il mondo ;allora, non è preferibile sbarazzarcene? Oggi, qualcuno può amarci, ma domani questa persona può diventare nostro nemico. Ci è dunque necessario essere coscienti della natura mutevole del mondo, e di non contare che nel substrato immutabile: la Coscienza divina.

Sperimentiamo forse molte cose nella vita. Ma tutte le nostre esperienze non sono necessariamente vere. Dopo aver bevuto troppo alcool, un uomo urlerà: “Oh, Signore! Sto per volare!”ma in realtà non vola affatto, non fa che vacillare sui suoi due piedi. Un’altra persona ubriaca griderà: “portatemi a casa, portatemici!” quando è già seduta a casa sua. Queste persone esprimono ciò che sentono, ma ciò che provano non è vero.

E’ difficile comprendere la Creazione finché ci viviamo. Non possiamo comprenderne il mistero finché facciamo parte della Creazione. Per comprenderla, dobbiamo andare al di là. La fede ci aiuta ad andare al di là della Creazione. Per questo, dobbiamo sviluppare una fede assoluta nella potenza suprema che ne è la causa. Tutta la ricerca di uno scienziato si basa sulla fede. A numerose riprese lui o lei può avere avuto un sconfitta, ma anche delle vittorie sono state riportate. Quando succede un crimine o un assassinio, migliaia di persone possono non avere visto nulla di particolare, ma i giudici considereranno una sola testimonianza come una prova.

La fede è la base di tutto. Dobbiamo sviluppare la fede nel nostro vero Sè. Non possiamo eliminare ciò che abbiamo creato con la nostra mente. Qualcun altro deve farlo. Un malato mentale deve andare da uno psichiatra e obbedire alle sue istruzioni per migliorare. Allo stesso modo, per risvegliarci, dobbiamo avere fede in un Guru che ha tutto sperimentato.. Finché attribuiamo una realtà alla maya, siamo tutti come dei malati. Dobbiamo andare dal nostro psichiatra spirituale, il nostro Guru.

Il nostro spirito dovrebbe diventare come uno specchio, e non essere come una cinepresa. Una cinecamera riprende le immagini di tutto ciò che c’è davanti e le registra. Invece, uno specchio riflette con chiarezza tutto quello che c’è davanti e non trattiene niente.

Sviluppare l’attitudine del Testimone permetterà ai nostri spiriti di diventare come specchi. Allora saremo capaci di vedere il nostro vero Sé riflesso in ciascuno e in tutto.

Amma opera da più di 30 anni a diffondere un messaggio di speranza ai suoi discepoli, esortandoli a risvegliarsi alla loro vera natura. Per questo caldeggia il lavoro disinteressato e le pratiche spirituali (sadhana). Sito di riferimento: http://www.amma-europe.org

(3ème Millenaire n. 73 – Traduzione Luciana Scalabrini)

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https://it.wikipedia.org/wiki/Mata_Amritanandamayi
http://www.amma-italia.it
Fonte



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