Gli addii del Saggio – Matgioi

I popoli delle razze lontane d’Occidente hanno dichiarato che tutta la Scienza era desiderabile per tutti; perciò si son gettati, a corpo morto, nel turbine delle nozioni accumulate dall’umanità tutta intera; in un attacco irragionevole a tutte le fortezze dell’Idea; nella compilazione disordinata di tutti gli scritti e di tutti i verbi, hanno perso di vista la guida sicura del simbolismo.

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Restando appena a mezza costa delle montagne che avrebbero dovuto valicare, non hanno veduto il panorama che si scopre nella sua interezza solo davanti agli occhi del vero sapiente. Allora hanno attribuito la debolezza della loro vista all’imperfezione delle cose; laddove non vedevano più nulla, hanno creduto che non ci fosse più niente da vedere; e là hanno posto i limiti invalicabili del sapere umano. Per la scienza insufficiente che possedevano, hanno negato i segreti della scienza totale. Allora, altri individui dello stesso paese hanno dichiarato negativa la diffusione della scienza; l’hanno paragonata a un veleno che, dosato da una mano esperta, fortifica l’organismo o stimola l’intelletto, ma, versato da un incapace, mette l’uno contro l’altro gli elementi umani in rivolta, e distrugge l’essere in una dissociazione furiosa. “Malgrado ciò, fratello minore, nessun grado della Scienza è nocivo, a condizione che sia compreso; significa che nessuno deve varcare il secondo gradino delle conoscenze se non dopo essersi stabilito fermamente sul primo. Quasi tutto è incomprensibile all’uomo; nulla è inintelligibile: significa che la tua ignoranza non si può imputare all’altezza dei concetti, ma alla tua inferiorità personale; per questo non bisogna mai temere di lavorare o di acquisire. Ciò che si deve temere, è di non esservi ben preparati, perché non bisogna prepararsi solo con lo spirito, ma anche con il cuore e il corpo. Se il tuo corpo in vari casi comanda, se i suoi desideri sono per te delle necessità, non sei preparato a conoscere, Se il tuo cuore non è retto e puro da ogni passione, o solo se cerchi nella scienza un’approvazione delle tue convinzioni o una giustificazione dei tuoi sentimenti o, in una parola, qualcos’altro che non sia la sola conquista dell’Idea, non sei pronto a conoscere, perché l’inclinazione perversa del tuo cuore ti condurrà verso strade senza uscita. Sappi innanzi tutto che la Scienza è una serie di affermazioni ascendenti e che il giorno in cui giungerai per mezzo del tuo studio a negare un principio o un ordine generale, ti sarai ingannato, e dovrai ricominciare da capo dopo aver pregato il Cielo di perdonare la tua insufficienza. Lavora con uno spirito chiaro e ardente, ma anche con un corpo muto e docile, con un cuore umile e senza tortuosità. Così non dovrai temere lo smarrimento: e il poco che potrai scorgere ti spingerà solo a una sana curiosità e non alla sciocca negazione del molto. Se scriverai o parlerai -e vi sarai costretto dalla natura invincibile che ti trasmisero i tuoi antenati occidentali- sta molto attento alla scienza che diffonderai. Qui essa è dolce, nel passare dalla mia voce lenta ai tuoi orecchi attenti e al tuo spirito discreto; ti ha incantato, nelle lunghe notti dei nostri inverni indulgenti, tra le volute di fumo, o nelle splendide notti delle nostre estati, in cui guardavamo le stelle senza interrogarle, perché conoscevamo i loro segreti. Ma bada che una volta diffusa all’esterno non sia come un drago vendicatore o una tigre malefica. Perché a seconda che cada in anime buone o cattive, sarà come la lama della spada il cui bagliore illumina, o il cui filo insanguina. Sei un ambasciatore carico di doni pericolosi. D’altra parte, sta’ pur certo che, per dieci che leggeranno, per uno solo che capirà, diecimila continueranno sempre a ignorare e, sdegnosi del buon frutto, non ne toccheranno per paura la polpa velenosa. A quale scopo, allora, fare un’altra opera come la tua? E perché sminuire la tua conquista intellettuale con una vivanda che offrirai inutilmente ad appetiti grossolani? …

(Da: La Via Razionale, di Matgioi)

Matgioi, (George A. Puyou conte di Pourville, 1861-1939). Tra i più grandi esperti di Taoismo e filosofie orientali antiche, amico del grande Renè Guenon)

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