Una goccia d’acqua (racconto zen)

In genere immaginiamo che la “realizzazione” sia qualcosa di arduo e difficile, ma soprattutto lontano. D’altra parte il fatto di sapere che è dietro l’angolo e che una visione beatifica e quindi consapevole della “realtà” può manifestarsi in qualunque momento non aiuta affatto. Esser costantemente presenti, sia a se stessi che a tutti gli esseri senzienti – piante comprese –, potrebbe dimostrarsi una chiave davvero utile …

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“Un maestro di Zen che si chiamava Gisan pregò un giovane studente di portargli un secchio d’acqua per raffreddare il suo bagno. Lo studente portò l’acqua e, dopo aver raffreddato il bagno, gettò a terra quel po’ d’acqua che era rimasta nel secchio.

«Stupido!» lo sgridò il maestro. «Perché non hai dato l’acqua rimasta alle piante? Con che diritto sprechi anche una sola goccia d’acqua in questo tempio?».
In quel momento il giovane studente raggiunse lo Zen. E cambiò il proprio nome in Tekisui, che vuol dire una goccia d’acqua.”

– 101storiezen –

https://it.wikipedia.org/wiki/101_storie_zen
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