Francesco e Rûmî

Frate Francesco, grande mistico della cristianità, e il sufi Rûmî, grande mistico dell’Îslâm hanno numerosi punti di contatto per ciò che riguarda la loro vita terrena e la loro visione del divino.

Entrambi vissero nel XIII secolo; ciascuno di loro fondò un grande Ordine monastico, entrambi furono luminosi poeti mistici.

San Francesco lo conoscete. Jalâl âlDîn Rûmî, nato a Balkh, nell’attuale Âfghânistân, scrisse il Mathnawî, grande poema di 25.630 distici, ossia 51.280 versi, suddivisi in sei libri. E’ soprannominato Il Corano in versi per il suo contenuto ascetico. Il Dîwân-i Shams-i Tabrizî è un grande canzoniere che raccoglie 1.081 poesie fra le più belle di tutta l’umanità.

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Il Cantico Delle Creature di Frate Francesco

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no’l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

(Francesco)
 

Alcuni versi di Rûmî

L’uomo di Dio è ubriaco senza vino.
L’uomo di Dio è sazio senza pane.
L’uomo di Dio è perduto, sconvolto.
L’uomo di Dio non mangia e non dorme.
L’uomo di Dio è un re sotto il suo saio.
L’uomo di Dio è un tesoro fra le rovine.
L’uomo di Dio non è fatto d’aria e di terra.
L’uomo di Dio non è fatto di fuoco e d’acqua.
L’uomo di Dio è un oceano senza limiti.
L’uomo di Dio pur senza nuvole fa piovere perle.
L’uomo di Dio possiede cento lune e firmamenti.
L’uomo di Dio possiede cento soli.
L’uomo di Dio è reso sapiente dalla Verità suprema.
L’uomo di Dio non è reso sapiente grazie ai libri.
L’uomo di Dio è di là dall’empietà e dalla religione.
Per l’uomo di Dio il giusto e l’ingiusto sono simili.
L’uomo di Dio ha cavalcato di là dal Non-essere.
L’uomo di Dio è servito con dignità.
L’uomo di Dio è nascosto, o Shams alDìn;
va’ e cerca l’uomo di Dio… dentro te stesso.

(Rûmî)
 

Note

-“Significazione” è la parola chiave che indica nelle creature il “segno o simbolo” del divino.
– “Ubriaco senza vino” è il sufi che danza, espressione stessa della realtà divina e della realtà fenomenica, in un mondo in cui tutto, per sussistere, deve ruotare come il cuore degli atomi, come i pianeti, come il pensiero.

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