Pensieri da “diario di bordo” – Joseph Goldstein

Una grande distrazione sono, a volte, i pensieri da «diario di bordo», tipo: «Adesso non sto pensando a niente»; «Le cose adesso vanno molto bene»; «È un disastro: la mia mente non riesce a stare tranquilla nemmeno un po’» e così via… Tutti questi pensieri andrebbero semplicemente etichettati come pensieri e, come dice Huang Po, «lasciati cadere come un pezzo di legno marcio». Lasciati cadere, non soppressi.

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Un pezzo di legno marcio fa nulla di male, è solo inutile, pertanto non c’è motivo di tenerselo. E non c’è nemmeno bisogno di cercare di rintracciare tutti gli anelli della catena dei pensieri ad esso collegati, né di tentare di scoprire quale fosse il primo anello da cui la catena è originata. Ogni impulso di questo genere va semplicemente etichettato come «pensiero» e la mente va ricondotta al respiro. Per quanto male vadano le cose, bisogna riprendere dall’unico posto dal quale è possibile, cioè da dove si è, e da lì proseguire.

– Joseph Goldstein –

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