La respirazione yoga contro la depressione

Una visione neuro-scientifica nuova apre la porta allo yoga (meditazione – NdR) in ospedale per la cura di ansia e depressione. Si tratta di un seminario – tre ore al giorno per 10 giorni seguiti da incontri quindicinali per 6 mesi – che è al tempo stesso progetto di cura, ricerca scientifica e insegnamento delle tecniche.

Il professor Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli Milano, ha accettato la sfida e ora, da curioso uomo di scienza, si prepara a verificare i dati che emergeranno dal Progetto Terapeutico SKY avviato a gennaio su un primo gruppo di persone affette da distimia e depressione, che si sottoporranno al seminario intensivo di SudarshanKriya Yoga, SKY.

Per Mencacci, “occorre sperimentare le tecniche di respiro per l’importanza che queste hanno sul nostro sistema nervoso centrale”. L’iniziativa nasce in collaborazione con l’associazione Aivu onlus (www.aivu.org), Associazione Internazionale per i Valori Umani.

Roberto Sanlorenzo, biologo, trainer e responsabile scientifico, dei progetti Aivu spiega: “La regolazione del sistema nervoso si ottiene attraverso il nervo vago, uno dei nervi che manda più messaggi al cervello dagli organi periferici e, tramite questi, cambiando il ritmo del respiro e dei muscoli respiratori coinvolti, invia segnali al sistema nervoso centrale. Un’équipe di tecnici nel mondo sta lavorando da anni ad affinare le possibilità terapeutiche del Sudarshankriya”.

(felicia pioggia)

Dal Supplemento Salute di repubblica.it del 15-01-09



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