Equinozio di Primavera

«L’equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi, Anna Perenna (antichissima divinità romana femminile festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo) o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna.
I Piccoli Misteri Eleusini venivano celebrati in questo mese posto sotto il dominio di Marte simbolo delle forze maschili fecondatrici. E’ la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili rappresentate dal giorno e dalla notte che hanno la stessa durata e dell’equilibrio cosmico che con slancio ciclicamente rinnovatore ci garantiscono vita, efficienza e ulteriore abbondanza. Si magnifica la fertilità, la crescita e la vita sia degli uomini che della natura.

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Ovidio ci parla di questa festa come una delle più gaie di tutto l’anno, interamente dedicata all’amore, ai giochi tra amanti e fidanzati, ai corteggiamenti e alla libagione, con conseguente rallentamento delle inibizioni. Si svolgeva nel bosco sacro, che distava un miglio dalla città. Chi vi partecipava, poteva incontrare l’amore, rinsaldare fortemente quello che già aveva ed inoltre poteva ricevere dalla dea speciali doni, come la capacità di profetizzare.
Successivamente venne istituita la solennità delle Quattro Tempora di Primavera, rito che durava per tutto il mese di marzo, durante il quale si benedicevano primizie e pani ornati di lauro, si compivano sacrifici espiatori, erano prescritti digiuni e processioni. Solo al giovedì cessava l’obbligo della preghiera e si sospendevano i rituali.

Nell’antica Roma durante il periodo equinoziale di primavera – che cadeva fra il 15 e il 27 marzo – si celebravano le feste di Attis, dio della vegetazione, bellissimo giovane trasformato in pino: i riti singolari rievocavano la sua morte e la sua resurrezione, evidentemente simbolo della morte e della rinascita della natura.
All’equinozio le Vestali con specchi ustori traevano dal sole le scintille con cui rinnovavano il fuoco sacro, immagine della vita del mondo, che conservavano tutto l’anno nel tempio di Vesta. Veniva rinnovata anche l’acqua lustrale che si poneva all’ingresso dei templi, immagine, come il fuoco, di purificazione.»

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