Il Simbolismo Ermetico – Oswald Wirth

Poiché la “Luce primordiale” è l’agente creatore, possiamo concepirla come irradiantesi contemporaneamente da ogni luogo. Emana da un centro che non è possibile localizzare fisicamente, ma che ogni essere ritrova in sé. Vi è unità nella molteplicità, onnipresenza dell’infinita sorgente di ogni esistenza, di ogni vita, di ogni pensiero.

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In ciascun individuo, a qualsiasi regno naturale appartenga, la Luce universale si manifesta come un focolare d’energia espansiva. Arde in noi un Fuoco interno, alimentato da quello che gli Alchimisti chiamano il loro Zolfo.

Questo Fuoco vitale, insito in ogni cellula organica così come negli atomi minerali, propaga indefinitamente il suo irraggiamento, tanto che da tutti gli esseri dotati di individualità promana una radiazione luminosa che si diffonde all’esterno, attraverso lo spazio. Tale nuovo aspetto della Luce una nella sua essenza, nel linguaggio ermetico prende il nome di Mercurio; come infatti questo metallo s’infiltra attraverso i pori e tende a penetrare fino al centro dei corpi organici, si ammette che la Luce diffusa sia centripeta ed universalmente penetrante.

Vi è dunque distinzione fra l’irraggiamento luminoso che si propaga dall’interno all’esterno (Zolfo) e quello che, partendo dall’esterno, si concentra sui singoli focolai d’emissione (Mercurio). Ma come si può parlare di “esterno” e di “interno”, senza immaginare un involucro intermedio, un limite dove gli opposti irraggiamenti si equilibrano, condensandosi stabilmente?

Da questo concetto scaturisce il Sale, terzo aspetto della Luce che riempie l’Universo, senza lasciar posto alle Tenebre negative, le quali corrisponderebbero ad un Nulla inconcepibile.
Zolfo, Mercurio e Sale sono i tre Principi che i Saggi devono distinguere in tutto ciò che esiste, in quanto non si potrebbe immaginare cosa al mondo priva di sostanza propria, di una sfera limitativa (Sale), sottoposta simultaneamente ad influenzare interne (Zolfo) ed esterne (Mercurio).

Considerato nella sua universalità come il dinamismo eterico animatore di tutte le cose, il Mercurio attivo prende il nome di “Azoto dei saggi”. Il suo ideogramma si modifica allora lievemente: il coronamento costituito dalla Luna crescente passiva cede il posto al segno zodiacale dell’Ariete. Si sarebbe tentati da dire che ogni cosa è insita originariamente in quest’Azoto, principio e fine della Creazione. E’ il Soffio divino (Rouach Elohim) che plana dall’eternità sulle acque salate e che s’incarna in seno alla sostanza virginea, per dar vita alla Luce redentrice.

Più preziosi di tutti i tesori, questa Luce rischiara la coscienza e guida la volontà; nasce dal Mercurio (Soffio divino), il quale penetra fino allo Zolfo (Centro d’iniziativa individuale) attraverso l’involucro purificato del Sale (Personalità animica).

Le purificazioni iniziatiche aggrediscono la scorza opaca del nucleo sulfureo; le ripetute abluzioni rendono trasparenti gli strati salini, ripuliti gradualmente dal fango che li offusca. Compiuta quest’operazione, cade la benda dagli occhi del candidato all’iniziazione il quale, in quel momento vede la Luce.
Va da sé che nessun cerimoniale ha il potere di conferire effettivamente la “Vera Luce”. In ogni atto rituale, ogni cosa non è che immagine e simbolo. Purifichiamoci nello spirito e nella verità, se vogliamo conquistare la Luce autentica, dalla quale saremo penetrati ed illuminati iniziaticamente.

Cosa altro sarà questa illuminazione, se non le nozze, dentro di noi, dello Zolfo e del Mercurio, dell’uomo rosso e della femmina bianca? Con l’espressione “uomo rosso”, intendiamo riferirci alla volontà particolare, mentre per “femmina bianca” intendiamo la volontà generale, quella della Regina del Cielo, rappresentata nei Tarocchi dall’Imperatrice. Se impareremo ad esercitare la volontà in perfetto accordo con il Principio che governa l’Universo, realizzeremo l’ideale alchemico del “Sale purificato”, camera nuziale dello “Zolfo” e del “Mercurio”.
Nella natura umana, lo Zolfo corrisponde alla mascolinità; il suo predominio esalta l’iniziativa individuale, favorendo l’ardimento, l’intraprendenza, la temerarietà, l’audacia intrepida, il coraggio irremovibile, l’ardore perseverante, la fiera energia, il gusto del comando. Caratteristica dello Zolfo è l’inventiva: crea, fonda, costruisce [Colonna Jakin (Boaz e Yakin, anche Jachin, furono due colonne, fatte di rame, nel vestibolo del Tempio di Salomone – ndr)]. Spinge al movimento, all’azione che si estrinseca, alla conquista; induce a prendere e a donare, non a ricevere passivamente. Dal punto di vista intellettuale, questa influenza respinge la fede docile, ricettiva dalle altrui idee; esalta l’indipendenza mentale, in grado di elaborare le nozioni individuate per virtù propria.
La femminilità del Mercurio ispira invece la dolcezza, la calma, il raccoglimento meditativo, il sogno, la prudente timidezza, la modestia, la rassegnazione e l’obbedienza. Rende comprensivi, sensibile a ciò che è sottile, idonei alla meditazione, capaci di credere con lucidità, una volta addestrata l’immaginazione, in modo da non deformare le immagini che si riflettono nel suo specchio.

Quanto al Sale, esso simboleggia realmente la Saggezza, a patto di assicurare l’equilibrio, la giusta ponderazione e la stabilità. Deve esserne ottenuta e conservata la limpidezza, poiché su di essa si poggia la Grande Opera.

(Da: Il Simbolismo Ermetico, di Oswald Wirth)

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