Mandala

Riporto alcuni appunti sui “Mandala”.

La parola Mandala deriva dal Sanscrito, significa cerchio ed è attestata nei preziosi testi sacri dei Veda, già intorno al 1500 a. C. Il termine, in origine, si ricollegava ad elementi celesti come il Sole e la Luna. Il Mandala, di forma quadrata con quattro ampliamenti a forma di lettera T, è un’immagine in cui compaiono figure, luoghi, oggetti descritti con grande cura. L’intento della realizzazione di un Mandala è di conciliare e riunire in qualche modo il “microcosmo” umano al “macrocosmo” divino e rappresenta un mezzo, accanto alla meditazione e alla preghiera, per raggiungere un più alto grado di consapevolezza.

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Per un fedele buddista tracciare con sabbie colorate o conchiglie un mandala assume la funzione fondamentale di aumentare la consapevolezza, di portare all’illuminazione. Nel buddismo tibetano, ad esempio, il fedele riceve in dono il “suo” mandala: l’iniziato lo fisserà nella sua memoria, poi la figura simbolica verrà distrutta, in quanto lo “spazio sacro” vivrà da quel momento nella mente di chi l’ha “recepito”. Per la costruzione del mandala occorre un processo lento e graduale.

Accanto alle culture orientali, anche nel mondo occidentale si è diffuso un utilizzo “terapeutico” del Mandala, come chiave per capire l’universo interiore in ognuno di noi. In particolare Carl Gustav Jung (1875-1961), l’allievo prediletto di Sigmund Freud (1856-1939), il padre della psicoanalisi, ha studiato una simile raffigurazione. Per lo studioso svizzero, il Mandala è utilissimo perché capace di consolidare l’essere interiore o favorire la profonda meditazione. Si ritiene che la contemplazione di un Mandala ispiri la serenità, il sentimento che la vita ha ritrovato senso e ordine.

La struttura mandalica, del resto, come risultato della ritrovata armonia tra singoli ed universo, non è una caratteristica esclusiva delle religioni orientali, ma diviene una costante del patrimonio mentale dell’umanità stessa. Dai mosaici paleocristiani, ai rosoni delle cattedrali gotiche, dalle decorazioni celtiche fino ai disegni buddisti ed induisti, l’uomo da sempre ha elaborato un “linguaggio simbolico” straordinario. Un “alfabeto del cuore” in cui l’infinitamente piccolo interiore convive in equilibrio con gli interminati spazi celesti.

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Mandala (macrolibrarsi)
https://it.wikipedia.org/wiki/Mandala



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