Skip to Content

Zen

Con il termine Zen (?) ci si riferisce a un insieme di scuole buddhiste giapponesi. Talvolta si definisce Zen anche la tradizione cinese Chan, da cui storicamente deriva, e quella Sòn coreana.

Lo Zen preferisce l'attività alla speculazione intellettuale e si distingue dalle altre scuole buddhiste per aver reso essenziale e centrale la cosiddetta pratica nel raggiungimento del satori. Tra le pratiche zen si distingue in modo particolare lo zazen, la meditazione stando seduti. Il termine deriva da "za", seduto e "zen", meditare e indica proprio la meditazione da seduti, su un cuscino detto "zafu", accompagnata da determinate posizioni delle mani e determinati ritmi respiratori, con l'obiettivo di portare la mente a un vuoto produttivo. Un'altra pratica è il kin-hin (let. "marciare in linea retta nel verso della trama di un tessuto"), la meditazione camminando.


Zazen

Lo Zazen (??) è una tecnica di meditazione e concentrazione praticata da molte scuole del buddhismo, tuttavia con questo termine sinogiapponese ci si riferisce in special modo alla pratica secondo la tradizione del buddhismo cinese rappresentata ancora oggi in Giappone dal buddhismo Zen. La meditazione si pratica nella posizione seduta detta del loto (kekka) o del mezzo loto (hanka), oppure nella posizione detta seiza (la tipica posizione sulle ginocchia dei giapponesi, con i talloni sotto i glutei).

I glutei appoggiati su un apposito cuscino detto zafu, spingono verso l'alto (letteralmente come se l'ano guardasse il sole), mentre le ginocchia, appoggiate sul pavimento, spingono in basso a cercare una grande stabilità.

Le mani appoggiano sul grembo, i pollici sono di solito uniti senza formare montagne o valli, la colonna vertebrale si tende in modo perfettamente eretto, la testa è come se fosse tirata in alto da un filo che passa per il centro del cranio ed il mento è leggermente abbassato sul petto. È importante la respirazione che deriva direttamente da una posizione corretta; l'espirazione è più lunga dell'inspirazione, "potente e calma come il muggito di una mucca" come dice il maestro Taisen Deshimaru nel suo libro Zen ed arti marziali. Durante una seduta di zazen occorre non soffermarsi su di un pensiero, ma lasciar scorrere la propria mente e concentrarsi sulla respirazione e sulla giusta posizione. I maestri della tradizione Zen dicono che lo Zazen deve essere caratterizzato dal mushotoku (???) cioè assenza di scopo e spirito di profitto.

Questa pratica, oltre ad essere prescritta come esercizio introspettivo o di realizzazione nella scuola Zen, è tradizionalmente raccomandata come metodo che apporta energia e stabilizza l'integrazione tra la mente e il corpo.

Con la costanza nella pratica inoltre, la posizione diventa sempre più consona e stabile, producendo benefici psicofisici nel praticante.

Meditazione nel Web su Google +1