Uno spot "divino"
Quando una squadra di calcio attira l'attenzione, di solito i motivi sono sportivi, legali o di mercato. In questo caso il Getafe, dopo aver ceduto l'allenatore al Real Madrid, ha fatto di più, molto di più, ha fatto arrabbiare la chiesa.
Che i punti di contatto tra marketing e religione siano sempre maggiori, lo dimostrano le numerose pubblicazioni in merito, ricordiamo ad esempio l'irriverente "Gesù lava più bianco".
Per inciso, un cenno al contenuto del libro non appena citato: «In questo tour de force documentato e irriverente sulla storia della comunicazione pubblicitaria nella Chiesa cattolica, Ballardini decostruisce senza falsi ossequi la dottrina, la ritualità, la teologia, l'architettura, l'evangelizzazione nei loro elementi propagandistici e, in senso linguistico, pragmatici, e fornisce così un contributo a un'altra, nuova controstoria della Chiesa - la grande azienda con il settore marketing più efficace e capillare di tutta la storia occidentale. Del resto, come ha dichiarato monsignor Ernesto Vecchi nel 1997: "Il marketing? Ha cominciato Gesù, già duemila anni fa..." »
Il Getafe l'ha fatta grossa, realizzando uno spot per la TV di un minuto in cui vengono proposte 5 scene (tra parentesi la voce fuori campo):
1) Abramo e il sacrificio di Isacco ("Ascoltami bene. Chi credi di essere per pensare che ucciderei mio figlio perchè tu me l'hai chiesto?").
2) Mosè ("Come puoi credere che condannerei la mia anima a vagare quaranta anni nel deserto?").
3) Giovanna D'Arco ("Spegnete la pira, da tempo ho scoperto che non brucerei sul rogo per difenderti").
4) Adamo ("Sei matto se pensi che mi toglierei una costola solo per soddisfare un tuo capriccio").
5) Un uomo in croce, corona di spine ("Per te no, prima c'è la mia squadra") Appare lo scudetto del Getafe.
I creativi dell'agenzia (El Ruso de Rocky) parlano di esercizio di esagerazione, ma la chiesa non ha decisamente gradito, voi che ne pensate? Personalmente mi sembrano parole pesanti e provocatorie, porteranno abbonamenti?


