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Sulla Pasqua

Quest'anno la Pasqua e l'equinozio, antica celebrazione di rinnovato benessere e guarigione, coincidono manifestamente. La Pasqua è una ricorrenza dai mille significati. I riti cristiani che si sovrapposero a quelli pagani non riuscirono ad alterarne gli antichi valori. Nel 325 dopo Cristo il Concilio Cattolico di Nicea stabilì che la solennità della Pasqua sarebbe stata celebrata "nella domenica seguente il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera".


Appunti

«L'equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi, Anna Perenna (antichissima divinità romana femminile festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo) o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna.
I Piccoli Misteri Eleusini venivano celebrati in questo mese posto sotto il dominio di Marte simbolo delle forze maschili fecondatrici. E' la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili rappresentate dal giorno e dalla notte che hanno la stessa durata e dell’equilibrio cosmico che con slancio ciclicamente rinnovatore ci garantiscono vita, efficienza e ulteriore abbondanza. Si magnifica la fertilità, la crescita e la vita sia degli uomini che della natura.

Ovidio ci parla di questa festa come una delle più gaie di tutto l’anno, interamente dedicata all’amore, ai giochi tra amanti e fidanzati, ai corteggiamenti e alla libagione, con conseguente rallentamento delle inibizioni. Si svolgeva nel bosco sacro, che distava un miglio dalla città. Chi vi partecipava, poteva incontrare l’amore, rinsaldare fortemente quello che già aveva ed inoltre poteva ricevere dalla dea speciali doni, come la capacità di profetizzare.
Successivamente venne istituita la solennità delle Quattro Tempora di Primavera, rito che durava per tutto il mese di marzo, durante il quale si benedicevano primizie e pani ornati di lauro, si compivano sacrifici espiatori, erano prescritti digiuni e processioni. Solo al giovedì cessava l’obbligo della preghiera e si sospendevano i rituali.

Nell'antica Roma durante il periodo equinoziale di primavera - che cadeva fra il 15 e il 27 marzo – si celebravano le feste di Attis, dio della vegetazione, bellissimo giovane trasformato in pino: i riti singolari rievocavano la sua morte e la sua resurrezione, evidentemente simbolo della morte e della rinascita della natura.
All’equinozio le Vestali con specchi ustori traevano dal sole le scintille con cui rinnovavano il fuoco sacro, immagine della vita del mondo, che conservavano tutto l'anno nel tempio di Vesta. Veniva rinnovata anche l'acqua lustrale che si poneva all'ingresso dei templi, immagine, come il fuoco, di purificazione.»


Commento

La festa di Pasqua, ovverosia dell'equinozio di primavera può intendersi, dunque, come il frangente durante cui l'equilibrio delle molteplici energie naturali fiorisce nella rigenerazione fisica che a sua volta puo' dischiudere una palingenesi spirituale.

Gli analoghi risvolti cristiani di questa splendida festa sono, ovviamente, altrettanto magnifici. Tuttavia con questa breve disamina - i cui appunti sono stati tratti liberamente dal web - ho voluto sottolinearne la valenza universale. Un insieme di significati, accadimenti e moti dell'animo che, prim'ancora di appartenere a questa o quella fazione religiosa si attribuiscono all'umanità in quanto tale. Riguardano la religiosità e la spiritualità planetarie. Concernono l'amore, la sollecitudine e quanto di più giusto sia mai sorto nel cuore degli uomini, la gioia che nasce dalla reciprocità.

Auguri, nick.salius

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