Siamo sicuri che sia uno uno spot per la non-fede? Qualche autobus genovese lo divulgherà ancora per un po'.
Mi sembra soprattutto una problematica laicista, ma dovrebbe interessare particolarmente gli atei. Ovverosia tutti coloro che tentennano arrovellandosi tra credere o non credere, quelli che hanno una fede ipnotoca e si sentono fortemente disturbati se qualcheduno mette in discussione le proprie incerte, malferme persuasioni.
Rammentiamo tuttavia che i laici possono aver conquistato o incontrato la fede da soli.
D'altra parte anche clerici e cosiddetti credenti hanno pieno diritto di pubblicizzare i loro convincimenti, ecc. Un po' meno pretendere di essere sovvenzionati dallo Stato per divulgare le peculiari filosofie di vita. Negli Stati Uniti vige una prassi molto più corretta.
Chi vuole utilizzare tecniche di meditazione deve abbandonare le vecchie idee che la meditazione consista solo nello stare seduto sotto a un albero in una postura yoga. Questo è solo un tipo di meditazione, e potrebbe essere adatto solo a poche persone. Per un giovane vivo e vibrante non è meditazione è repressione. Certe pratiche di meditazione non sono più adatte ai nostri tempi. Correre, danzare, nuotare, qualsiasi cosa può essere meditazione: ogni volta che il tuo corpo, la tua mente e la tua anima operano insieme in armonia, quella è meditazione. (Osho)
Al cuore della meditazione buddista ci sono la concentrazione e l'introspezione. Se coltivate queste due qualità in meditazione, allora sviluppate la capacità di star calmi, d'esser chiari e di offrire comprensione ed amore. (Martine Batchelor, "Meditazione per la vita")
Sedersi in meditazione mettendo le braccia in un certo modo o incrociando le gambe in quell'altro modo non ha alcuna importanza. Quel che è veramente importante è verificare se la meditazione che facciamo sia un rimedio realmente efficace per la nostra sofferenza. (Lama Thubten Yeshe)
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Siamo sicuri che sia uno uno spot per la non-fede? Qualche autobus genovese lo divulgherà ancora per un po'.
Mi sembra soprattutto una problematica laicista, ma dovrebbe interessare particolarmente gli atei. Ovverosia tutti coloro che tentennano arrovellandosi tra credere o non credere, quelli che hanno una fede ipnotoca e si sentono fortemente disturbati se qualcheduno mette in discussione le proprie incerte, malferme persuasioni.
Rammentiamo tuttavia che i laici possono aver conquistato o incontrato la fede da soli.
D'altra parte anche clerici e cosiddetti credenti hanno pieno diritto di pubblicizzare i loro convincimenti, ecc. Un po' meno pretendere di essere sovvenzionati dallo Stato per divulgare le peculiari filosofie di vita. Negli Stati Uniti vige una prassi molto più corretta.
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