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Il principio di responsabilità


Dopo una breve "meditazione" pomeridiana ... osservo i fatti di Rosarno.
I cittadini dicono che lo stato li ha abbandonati.

Da molti anni nelle loro campagne viene utilizzata manodopera ridotta in regime di servitù: non operai, servi senza diritti.
Tutti sapevano, cittadini, e istituzioni ai vari livelli, che cosa accadeva nei campi, nella periferia, nei giorni e nelle notti degli agricoltori, dei caporali, degli immigrati umiliati a servi.
E tutti hanno taciuto.
Per molte ragioni.
Credo che l'ultima cosa che i cittadini di Rosarno possano fare è quella di sentirsi vittime.
Ciascuno di noi inclina al vittimismo, è il nostro sport preferito: è sempre responsabilità dell'altro.
Esiste un principio interiore dal quale, a mio parere, non si può prescindere: ciascuno si assume la responsabilità delle proprie azioni, dei propri silenzi, delle proprie intenzioni, delle proprie omissioni.
Oltre che principio interiore, credo sia anche un principio cosmico che si esprime attraverso la cosiddetta legge del Karma.
Che poi il nostro stato sia latitante, corrotto da una incapacità di vedere e di occuparsi del bene comune, è la scoperta dell'acqua calda.
Sarebbe interessante chiedersi: questo organismo, che chiamiamo stato, da quali cellule è composto, e che cosa stanno facendo quelle cellule, ma forse la domanda è troppo ardita.
Nessuno ci tolga dalla tiepida umidità della nostra illusione di essere vittime!

Commenti

I fatti di Rosarno

Caro Eremo,

la verità nuda e cruda? I cittadini di Rosarno non hanno nessuna responsabiltà. Sorvoliamo sui dettagli. I colpevoli sono le imprese che hanno utilizzato quelle maestranze – nel sud, come dovunque – sottocosto. D'altra parte se non l'avessero fatto avrebbero dovuto chiudere. Qual'é la soluzione migliore? Sinceramente, non la conosco.

admin

Archetipi

Può darsi che sia come tu dici.
Il punto di vista dal quale guardo la realtà sociale è quello dell'organismo composto da un insieme di cellule, dove ogni cellula è "responsabile" del livello vibratorio che porta.
E il livello vibratorio dipende dal sentire di coscienza.
Ogni società realizza determinate dinamiche che sono relative ai vari sentire di coscienza individuali e all'atmosfera e all'ambiente che questi sentire assieme, creano.
La tesi che sostengo è che ogni società deve assumersi la responsabilità delle azioni e dell'ambiente che creano i suoi vari sentire accomunati.
Un insieme sociale è sorretto da idee, principi, visioni, in parte condivisi, in parte no, da tutte, o gran parte, le cellule dell'organismo: ma esistono "archetipi" comuni a gran parte delle cellule. Quando quegli archetipi vengono superati, la società cambia.
Uno degli archetipi, dal mio punto di vista, è il vittimismo.
Un altro il fatto che la responsabilità non sia innanzitutto mia, ma di altri.
Un altro ancora che lo stato sia un'entità avversa perché mi costringe entro maglie che limitano l' espressione della mia egoità..
Naturalmente, come tu dici, esiste una precisa responsabilità degli imprenditori, ma tu sai che quell'ambiente è profondamente ammorbato dal cancro della criminalità e che le distorsioni nascono proprio da questo ammorbamento.
In una società sana le persone vengono rispettate, ma quando la società si ammala, o semplicemente ha in sé dei problemi da affrontare, allora accadono queste cose che parlano di tutti, di un problema collettivo, non circoscrivibile, a mio parere, a settori di società.

Rosarno

Ecco, a proposito dell'ambiente ammorbato, in questo caso il cittadino comune è pressochè inerme. La cosiddetta criminalità mafiosa gioca soprattutto un ruolo economico. Quindi è sul piano della legalità che si può combattere. I confini tra società civile e delinquenza organizzata sono sottili. I media li hanno confusi. La dignità si restituisce solo retribuendo i lavoratori equamente. Considera che dalla mercificazione esasperata del lavoro a quella delle persone il passo è breve.

In quanto alla consapevolezza, è vero, quando un certo numero di persone diviene cosciente di una determinata situazione, si verifica una sorta di balzo quantico. Non vi è più correlazione tra quanto precede e quel che segue. Siamo forse a una svolta?

admin

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