Politica-mente
Raccontare la verità non è fare sciacallaggio mediatico. Semmai, proprio alla luce dei reiterati scandali sugli abusi sessuali dei presunti preti pedofili, nonché della notizia, diffusa recentemente da «Annozero» che il 22% del patrimonio edilizio italiano appartiene alla Chiesa - patrimonio che usufruisce, altresì, di specifici privilegi fiscali; e non si tratta solo di parrocchie, ma anche di case, dalle quali, per motivi speculativi, vengono sfrattati pure gli invalidi - dovremmo cominciare a chiederci: ma siamo proprio sicuri che la Chiesa cattolica sia davvero un ente morale?
Quindi, se non altro per una questione di giustizia verso i più deboli, i veri bisognosi, la legislazione di favore riguardo al finanziamento della Chiesa cattolica dovrebbe esser sicuramente rivista: l'insegnamento della religione nella scuola, la presenza di religiosi negli ospedali, i particolari favori economici verso enti ecclesiastici e le loro attività tutt'altro che di religione e di culto, il finanziamento di edifici di culto e oratori e delle loro pertinenze (canoniche, campi di calcio, cinema parrocchiali, ecc), il tutto pagato sempre dallo Stato, e tanto, ma tanto ancora ... Mi sento proprio disgustato. Questa lobby intrallazza interessi materiali con chiunque può garantirglieli!
A questo punto comprendo benissimo le reazioni di coloro che si trovano disorientati al cospetto di cotanta ignominia. Dinanzi chi vorrebbe annullare il libero pensiero stravolgendo il concetto stesso di democrazia. Certi atteggiamenti sono solo i risultati di chi ha confuso mondanità, politica e spiritualità.
Spiritualità è curarsi, innanzitutto, del proprio cammino interiore. Occuparsi esclusivamente degli altri, o credere di poter cambiare la società prim'ancora d'essere riusciti, seppur in minima parte, a rinnovare o convertire se stessi, è solo ed esclusivamente mera politica.
A quanto pare si sta affermando lentamente la comprensione che la spiritualità esiste ed è tanto il nostro lato recondito che la vita manifesta. Al contrario, la consapevolezza che il mondo è un piccolo villaggio globale ci mostra le religioni come piccole sette con idee spesso al limite della sanità mentale.
Il problema della commistione tra religione e sfera pubblica è molto importante. Risolverlo, ovviamente, non eliminerà tutti i mali, ma quando la religione travalica l'ambito soggettivo, ovvero quello celebrativo ritualistico collettivo, per interessarsi di questioni puramente sociali, non è più spiritualità, ma semplice ed inequivocabile politica.
Pazienza, alla fin fine siamo tutti nella stessa barca. Ce chi la vede grande, chi piccola, chi verde ... E siamo già a casa, ma le pareti sono così distanti da sembrare assenti. Oppure guardiamo oltre la finestra. Mantenendoci, tuttavia, ben lontani dal davanzale. Siamo limitati dalla cornice della finestra, ma scambiamo per realtà il piccolo frammento d'orizzonte che in tal guisa riusciamo appena a scorgere.
Prima di concludere, non dimentichiamo che molti religiosi sono al di fuori dei giochi di potere. Per i politici la questione è un po' più delicata. Come confidare in quei governanti che non riescono a distinguere tra superstizione e ragione? Gli astrologi sono certamente migliori. Non fanno mica politica! Ehm, siamo proprio sicuri che non facciano davvero politica? ... forse mi sbaglio ...
salius


