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La doppia morale

La sceneggiata governativa sulla scuola paritaria privata sembra giunta al termine. Il taglio ai finanziamenti, che in un primo momento aveva incluso tutti i soggetti, sarà dunque annullato. Non riguarderà più gli istituti cattolici. La strategia tesa a minimizzare le tensioni è stata piuttosto palese. Rinviare a ridosso delle festività natalizie ogni decisione per evitare che l'onda dell'indignazione suscitata dalla penalizzazione della scuola pubblica travolgesse pure il clero. I fondi destinati agli istituti cattolici, già cospicui e consistenti da sempre, verranno quindi ripristinati. In effetti la notizia era così scontata che non ci sarebbe nulla da commentare. Defraudati dalla casta, irretiti dalla setta. Ma si tratta davvero di una faccenda culturale? La farsa si è trasformata in tragedia. Robin Hood toglie ai cittadini per donare a pochi e ben scelti privilegiati. Come afferma sovente il buon Grillo: ma gli conviene? In effetti li credevo un tantino più accorti.

La cultura esige, innanzitutto, il rispetto della verità, che è intelligenza. Mi è capitato poc'anzi di osservare in un quotidiano on line la foto di un alto prelato che ostentava disinvoltamente una splendida croce d'oro. Ma la vera croce non fu mai d'oro. Coloro che l'indossano come monile distintivo dovrebbero cominciare a sostituirla con una più acconcia, quindi disfarsene e donarne i proventi ai disagiati, ai bisognosi, agli umili. Qualora l'avessimo dimenticato siffatta impellenza si chiama altruismo, compassione ed implica il tentativo strutturale e non episodico di emancipare individui o famiglie sprovviste di mezzi. Ebbene, nel momento stesso in cui un numero sempre più cospicuo d'indigenti e precari lottano per sopravvivere, codesti personaggi non lesinano d'accumular beni su beni. Ma attenzione, perché gli abiti monastici, nonché i simboli che sovente inopportunamente li adornano, non sono carismi spirituali. Bensì distintivi di una missione culturale. Ciò che conta è il comportamento reale. Nascondersi dietro l'apparenza di una divisa è come camuffarsi. Agli occhi di "Dio" è solo un ostacolo.

Come definireste coloro che antepongono il denaro agli esseri umani? E purtroppo alcuni religiosi lo fanno, eccome se non lo fanno. Checché dicano, qualunque cosa abbiano la sfacciataggine di predicare, adorano innanzitutto il Dio denaro. Temo che così facendo l'acqua benedetta potrebbe infine esaurirsi. La premiata ditta "preti & c." – è solo un modo di dire; non bisogna generalizzare; nutrire comunque riguardo – onora un Cristo sui generis. Ma i fanatici dalla doppia morale avranno sempre meno voce in capitolo.

salius

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