Percezione perduta
L'epifisi è una struttura diencefalica impari e mediana, di forma ovoidale, situata in corrispondenza della volta del terzo ventricolo. Secerne la melatonina, un ormone derivato dall'amminoacido triptofano. Questo ormone è prodotto ritmicamente in funzione dell'alternanza luce-buio, con concentrazioni nel plasma più elevate nelle ore notturne. La melatonina è quindi un sincronizzatore dei bioritmi e limita gli effetti negativi associati al cambiamento del fuso orario, in seguito a viaggi aerei molto lunghi (il disturbo noto come jet lag). E' stato dimostrato che la melatonina svolge una funzione protettiva nei confronti dei radicali liberi. Essa possiede anche altre proprietà terapeutiche: è efficace contro certe forme di insonnia e contro alcuni tumori.
Nella tradizione esoterica questa ghiandola, chiamata, per la sua forma simile a quella di una pigna, anche ghiandola pineale, è abbinata al terzo occhio, ossia alla percezione extrasensoriale, la percezione di dimensioni normalmente invisibili. Alcuni ricercatori hanno pure osservato che, intorno ai sei anni di età, la secrezione di melatonina diminuisce in modo notevole. Non è forse un caso se è pressappoco l'età in cui i bambini cominciano la scuola primaria dove quasi ex abrupto si devono confrontare col pensiero raziocinante [...], suscettibile di aprire in parte nuovi orizzonti cognitivi, ma soprattutto di chiudere il terzo occhio che è intuizione, letteralmente "guardare dentro" (tueor e in). E' quindi uno sguardo fugace oltre il velo delle cose, oltre le parvenze.
Non è certamente un caso se Descartes riteneva l'epifisi sede dell'anima. A mio parere, non bisogna, però, ritenere che tutto si riduca alla chimica ed alla biologia: il corpo è solo una manifestazione di un principio metafisico inconoscibile nella sua essenza. Anche l’epifisi, quindi, come il D.N.A. è solo un medium tra dimensioni ontologicamente diverse.
Se ricordiamo comunque che il sistema si basa sull'intento di tenere nascoste verità e realtà, si deve concludere che la chiusura del terzo occhio è un danno per gli uomini accecati dalla ragione e dalla radiazione elettromagnetica, incapaci quasi tutti e quasi sempre di scorgere oltre "la muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia". E' vero che nelle sfere non visibili del multiverso possono albergare presenze oscure, ma è anche noto che il reticolo elettrodinamico in cui siamo confinati è una prigione.
Che cosa veramente si potrebbe vedere se si riuscisse a lacerare il drappo? Quali sono i requisiti per questa percezione acuta? Per quali motivi (biologici, psicologici, ontologici...) l'intuizione si è offuscata o si è del tutto spenta? E' forse preferibile che il sipario non sia sollevato? Un passo del Vangelo, se interpretato in modo non convenzionale, ci fornisce forse una risposta.
"Se non diverrete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli". E' questa non solo un'esortazione ad essere innocenti come bimbi, poiché sappiamo che neppure i pargoli lo sono: pensiamo alle gratuite sevizie che alcuni di loro infliggono agli animali o all'egoismo che manifestano con i coetanei e con gli adulti. E' soprattutto un invito ad aprire il terzo occhio con cui ancora i bambini vedono mondi invisibili ed intuiscono verità dietro il velo. Cerchiamo di riaprire questo terzo occhio, se intendiamo un giorno o l'altro entrare nel Regno dei cieli, poiché solo, attraverso una conoscenza, per quanto dolorosa e causa di sbalordimento, una conoscenza che richiede disciplina, potremo forse accedere nel Regno, passando, naturalmente, per l'inferno.


