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Om. Si dovrebbe meditare su questa sillaba

La prova dell’aspetto espressivo della Realtà suprema è Om. La meditazione su Om culmina nella conoscenza del suo significato e nella realizzazione del Sé. (Yoga Sutra di Patanjali 1:27,28)

Paramahansa Yogananda insegnò che bisogna meditare in Om. L’assorbimento di attenzione e consapevolezza in Om culmina in un’esperienza di Om-samadhi: unità con Om (sabikalpa samadhi), ossia unità supportata da un oggetto della percezione. Questo stadio della contemplazione di Om, benché benefico, è solo un inizio rispetto a ciò che si deve ancora sperimentare. Mettendo attenzione e consapevolezza nel chakra della corona e aspirando di andare oltre il suono di Om, è possibile realizzare la pura unità senza il supporto di qualsiasi oggetto della percezione. Dopo un Om-samadhi, rimane il ricordo di “Io ero uno con Om”. Oltre il suono della vibrazione di Om c’è la realizzazione della pura esistenza-essere, senza un senso di altro. Meditate quindi in Om e andate oltre esso.  
 
Paramahansa Yogananda disse anche che i desideri si soddisfano più facilmente facendoli “fluttuare” in Om. Quando terminate una sessione di meditazione, ascoltate Om e pensatelo. Sappiate e sentite che i vostri desideri sono mescolati con Om, dal quale tutto si produce nell’universo. Il desiderio più costruttivo da avere è di essere realizzato nel Sé e in Dio. Se avete bisogni ordinari e giusti desideri da soddisfare, potete realizzarli più facilmente immergendoli in Om alla fine della sessione di meditazione. Meditate in Om, fino a quando non sarete Uno con esso, quindi portate bisogni e desideri nella vostra consapevolezza, sapendo anche che la vibrazione di Om è l’origine di tutto ciò che si manifesta nella dimensione oggettiva. Mettete intenzionalità nel soddisfacimento di desideri e bisogni.

Om. Si dovrebbe meditare su questa sillaba. – Chandogya Upanishad

La Realtà di Dio è senza inizio e fine, completa ed eterna. Un essere indivisibile. – Sri Yukteswar  
 
Quando il devoto non è più cosciente di meditare ed è stabilizzato nella conoscenza del Sé di beatitudine e non-dualità, realizza l’unità. - Lahiri Mahasaya