Meditazione e benefici sulla depressione
Oramai è una notizia piuttosto ricorrente. Gli effetti della meditazione sotto la lente dello scienziato che prim'ancora di valutare, rileva, pondera e misura. «[...] dopo un corso di base di meditazione della durata di 30 ore, si verifica un rilevante abbattimento della sintomatologia di tipo depressivo, ansioso, di somatizzazione e inadeguatezza.
Lo studio, presentato al recente Congresso della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia da Antonia Carosella, maestra di tecniche meditative, dalle psicoterapeute Raffaella Cardone, Monica Mambelli, Marisa Cemine e da chi scrive, ha esaminato oltre 70 partecipanti ai corsi di "Meditazione a indirizzo Pnei" condotti da Carosella e Bottaccioli. I partecipanti sono stati studiati con il Symptom rating test, uno strumento scientifico che consente la valutazione del cambiamento sintomatologico. All'inizio del corso il punteggio totale della sintomatologia era di 18,9. Il test alla fine del corso (retest) ha registrato 5,8, con una riduzione dei sintomi di più di tre volte rispetto all'inizio del corso. (f. b.)» Fonte.
Queste ricerche di tutto rispetto rappresentano, ovviamente, risvolti positivi. Purché non si dimentichi il lato più soggettivo e meno evidente della meditazione che andrebbe comunque insegnata da chi l'abbia davvero esperita in profondità e non alla maniera di un generico training finalizzato soprattutto al rilassamento. Il punto è questo. Il relax prelude inevitabilmente all'esplorazione della propria interiorità e ciò che dapprincipio si comincia a scoprire non è affatto bello. Riconoscere le proprie maschere, ovverosia il modo relativamente ipocrita se non farsesco di rapportarsi o credersi richiede conoscenze e sensibilità che persino i meditanti più adusi e provetti hanno appena intravisto. In conclusione, cautela.


