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La via maestra

(...) La via maestra per arrivare al nostro nucleo interiore è quella di un’attenta osservazione. Non ci identifichiamo con i fenomeni che avvengono nella nostra mente, ma li osserviamo. Questo principio vale per tutte le meditazioni, indipendentemente dalle tecniche che esse adottano. Di solito siamo molto attaccati ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, al corpo e siamo attaccati sia ai pensieri ed ai sentimenti che ci fanno stare bene, sia anche ai nostri problemi.

Nella meditazione è importante essere attenti e vigili. Quando siamo consapevoli di quello che sta avvenendo siamo semplicemente nel presente. Nella meditazione noi osserviamo i movimenti nella nostra mente e nel nostro corpo non dal di fuori, ma dal di dentro.

L’atto di dis-identificarsi dai contenuti della mente richiede una radicale trasformazione delle nostre opinioni in merito ad essi e cioè di tutti i giudizi, le definizioni, le categorie, le convinzioni, che normalmente appiccichiamo ai nostri processi mentali. Questa è meditazione: percepire ed osservare qualsiasi impulso, sentimento, pensiero od avvenimento nel nostro corpo-mente, spezzare quella catena di etichette e reazioni non appena ci accorgiamo che si sta formando, e rimanere con ciò che c’era prima di essa.

In conclusione, non essere capaci di smettere di pensare è un’afflizione terribile, questo rumore mentale ci toglie la pace e crea paura e sofferenza. Attraverso la meditazione imbocchiamo il percorso per la fine della sofferenza e del conflitto interiore ed esteriore ed anche della schiavitù del pensiero incessante. (...)

Maurizio Mottola - A Napoli IX Corso di Pratiche di Meditazione - Da: Nuova Agenzia Radicale (quaderniradicali.it)

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