La delinquenza giovanile e l’attitudine verso l’autorità
In molti ritengono che il comportamento antisociale dei giovanissimi tragga il suo fondamento nell’ancora immaturo senso morale, nell’incapacità cioè di comprendere ciò che è bene e ciò che è male nelle diverse situazioni.
Hammond Tarry and Nicholas Emler hanno quindi valutato il “ragionamento morale” di 789 ragazzi di età compresa fra i 12 e i 15 anni sottoponendoli al Lawrence Kohlberg's stages of moral development, ne hanno quindi sondato i valori morali, l’attitudine nei confronti dell’autorità e registrato il comportamento antisociale negli ultimi 12 mesi.
I risultati hanno dimostrato chiaramente che I giovanissimi che delinquono non difettano di ragionamento morale, ma sono spinti in misura maggiore da un’attitudine negative nei confronti dell’autorità, rappresentata soprattutto da insegnanti e polizia.
Implementare interventi educativi che assumano come obbiettivo quello di modificare gli atteggiamenti dei ragazzi nei confronti delle figure autoritarie potrebbe essere più efficace degli interventi tesi a potenziare il ragionamento morale. Gli autori però avvertono che l’attitudine negativa verso l’autorità è profondamente radicata nell’identità delle persone ed è un tratto che tende a essere stabile nel tempo con ridotte chance di cambiamento.


