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India - Varanasi

Varanasi, il Karma ed altre amenità sono state per secoli uno strumento per soggiogare il popolo indiano...

Lucia Vastano del sito Narco Mafie lo sa bene, rinuncia a parlare di India con i soliti clichè da "fumati" ed occidentali buonisti e punta il dito contro il problema!

Ecco un suo interessante articolo, dimostrazione di un giornalismo sociale e consapevole.... tutt'altra cosa rispetto al taglio poetico evocatico della serie turisti per caso....


Se la giustizia fa l'indiana

A Varanasi, la città sulle rive del Gange più cara a Shiva, sono circa le sette di sera. Il traffico di questa città senza semafori è un vero caos. Nei vicoli in cui passa a malapena un’auto, ma sono ostinatamente a doppio senso, sono parcheggiati carretti, scatoloni e persino le mucche sacre. Biciclette, motociclette, risciò a pedale o motore e persino camioncini per il carico-scarico merci cercano una pista tutta personale per districarsi e raggiungere la loro meta. Nessuno si scompone, nessuno si arrabbia, nessuno protesta se qualcuno per guadagnare mezzo metro blocca definitivamente le colonne nei due sensi di marcia. Nessuno, nemmeno i due poliziotti del traffico che sono lì, in mezzo a quel caos e guardano quel pulsare di vita come nemmeno li riguardasse. D’altro canto cosa potrebbero fare? Uno di loro lo sa bene. Tira fuori una spranga di ferro, l’appoggia su due sgabelli e chiude l’unica via di una possibile fuga da quel piccolo inferno di smog. Da lì non si passa. O, meglio, non si passa senza pagare una tangente inventata lì per lì per arrotondare il misero stipendio. Una prima Bmw abbassa il finestrino e una mano allunga una banconota. La spranga si alza per riabbassarsi subito dopo. A chi non paga e protesta le due guardie esibiscono il manganello.
«È la norma – dice il mio autista –, d’altro canto come farebbero a vivere se non facessero così? Sono sottopagati, alcuni di loro fanno turni di ventiquattro ore al giorno. Dormono in strada, dentro le postazioni dalle quali dovrebbero dirigere il traffico. Nessuno si aspetta niente da loro. Sono le ultime persone al mondo cui rivolgersi per un qualsiasi problema. Da loro possono venire soltanto guai». Paradosso della nuova economia mondiale: proprio perché sottopagati e privi di qualsiasi forza contrattuale l’agenzia americana Fbi ha dichiarato che intende “affittare” poliziotti indiani per tagliare i costi di oltre due terzi.


Per ingordigia o per necessità.

La corruzione a tutti i livelli, la scarsa considerazione della giustizia e dei suoi rappresentanti sono i più evidenti sintomi di un sistema in totale affanno che non è certo al passo con i tempi in questa India che decolla. Secondo il rapporto di Transparency International (transparency.org, un osservatorio sui problemi legati alla corruzione nel mondo), l’India è al primo posto delle 30 nazioni incluse nella lista delle più corrotte. Ma, come dimostra la tranquillità degli autisti di Varanasi di fronte all’abuso di potere del poliziotto, la percezione del fenomeno da parte della gente comune è quasi nulla visto che, secondo lo stesso rapporto, l’India scivola al 74° posto della classifica dei paesi più corrotti stando al giudizio dei suoi cittadini.

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