Il rimbalzo della verità
Nel corso dell'ultima settimana (Luglio 2007) ho curiosato ancora una volta tra le notizie in rete. Eccone alcune abbastanza singolari, o per lo meno difficili da reperire per chi non abbia tempo sufficiente a navigare o leggere senza dover necessariamente seguire i più consueti percorsi informativi. Queste news non sono uno spaccato divulgativo. Vorrei solo che riflettessero il nostro amore per la vita.
Il cardinal Newman, nella seconda metà del XIX secolo, disse in uno dei suoi sermoni che la Chiesa è il partito della verità. Taluni tra i suoi nuovi fans considerano la loro adesione al "partito" Chiesa come una vera e propria militanza (ecclesia militans). Se la cosiddetta verità della Chiesa sta nel suo comportamento nei secoli e giammai chiaramente ricusato stiamo proprio freschi. Mi preme sottolineare che il concetto stesso di militanza religiosa dovrebbe essere del tutto estraneo alla spiritualità. La ritengo un'interpretazione della religiosità collettiva tanto falsante, quanto svisante.
Intanto la famigerata e improba scienza non accenna a fermarsi nemmeno un attimo. Ed ecco il gran rimbalzo delle origini, la formulazione di un nuovo modello matematico per la nascita del nostro universo. Più che di un'esplosione, si sarebbe trattato del collasso di un universo precedente: «Cosa c'era prima del Big Bang? Un gruppo di ricercatori guidati da Martin Bojowald, docente di fisica del Penn State Institute for Gravitational Physics and Geometry (Usa), ha cercato di dare una risposta a questa domanda in un articolo apparso su Nature Physics. Secondo un nuovo modello matematico sviluppato dai fisici, il nostro Universo sarebbe nato dal collasso di un universo precedente, e l'origine dovrebbe essere immaginata come un rimbalzo della materia su stessa, più che come un'esplosione.» - Sicché Dio non avrebbe, dunque, creato l'universo, c'era già ...
Vero o falso che sia, i trucchetti dei finti emissari di Dio non hanno più effetto urbi et orbi. Il network di NoBlogs.org, che era stato temporaneamente oscurato in quanto mirror del giochino sulla piaga dei preti pedolfili, è di nuovo online. Ma il problema, spiega l'articolo di Punto Informatico: «è che in questi tempi oscuri le graticole non servono più, e la voce grossa basta e avanza per imporre e far dilagare una sottocultura di bigottismo e chiusura mentale». Che differenza passa tra i novelli farisei peninsulari e coloro che s'indignano per le vignette satiriche sull’islamismo? Sui musulmani si può scherzare, ma guai a chi fa riferimenti cattolici?
D'altra parte che dire se a tutt'oggi si leggono ancora notizie come quella della condanna dell'ennesimo sacerdote cattolico statunitense? Prete pedofilo ammette abusi, ma l'arcidiocesi non lo sospese. Vergogna! Perseguitati dalle loro stesse malefatte. E se non fosse finalmente il rimbalzo delle loro innumerevoli, plurisecolari, tormentose, convulse e reiterate condanne, morbosamente rivolte ai più semplici, umili, mansueti e rispettosi, veri servitori del Dio coscienza? A voi la palla, cari preti, per dimostrare, con i fatti, che siete, come d'altronde credo, sicuramente persone per bene! Spogliatevi, ma ovviamente solo dei vostri averi. Potreste, magari, cominciare dal patrimonio edilizio, donando qualche casa alle famiglie degli italiani costrette a vivere di stenti per pagarsi l'alloggio. Coraggio, invece di - sempre possibili - calunnie, ricevereste in cambio, di rimbalzo, e non solo dal cielo, tutto l'amore e la gratitudine giammai immaginabili. Non sto scherzando ...
Volete conoscere l'effettivo costo della Chiesa agli italiani? Se avete abbastanza risorse ignorate l'articolo di rinascita.info. Che v'importa? Altrimenti dategli un'occhiata. Ma non ritenetemi comunque responsabile del vostro successivo disgusto. Io mi limito a segnalare che: «solo il 20% dell'otto per mille è destinato ad interventi caritatevoli. Ma la maggior parte di tale frazione è poi riservata all’Opera Missionaria, e quindi ad un lavoro di propaganda e proselitismo in aree non cristiane del mondo». A questo punto non posso fare a meno di sentirmi ancor più perplesso. Ma dove la trovano tanta sfacciataggine? Al confronto mi sento un pivello.
Tutto ciò richiama alla mente la necessità di conoscere ed informarsi sempre meglio. In che consiste il valore educativo della rete? Nel fungere d'antidoto alla disinformazione voluta dal potere. Oliviero Beha ne parla nel suo ultimo libro, uscito il 10 maggio: Come resistere nella palude di Italiopoli. La prefazione è di Beppe Grillo e l'editrice è Chiarelettere, fondata tra gli altri da Marco Travaglio.
Secondo Beha "solo una controffensiva di notizie, segnalazioni e denunce può "far succedere qualcosa", può fornire nuovi indirizzi almeno tendenzialmente e in forma virtuale. Può far crescere la consapevolezza. Può suggerire speranze. Può liberare cervelli ad aria condizionata in una società chiusa e mafiosa in cui la classe dirigente nel suo complesso la fa da padrona senza soluzione di continuità, mettendo i lucchetti alla società civile fuori dal Residence, buona o cattiva che sia".
"Internet può favorire un cambiamento di clima nella mentalità, negli atteggiamenti e nei comportamenti, con tutto quello che tale cambiamento può significare e originare anche solo per gemmazione. Soprattutto perché, pur nel paese più vecchio del mondo in quasi tutti i sensi, la rete è giovanissima; e in certi casi, come si è già visto negli Usa, i giovani sono velocissimi ad apprendere".
Chiudo rimarcando ancora che il tema conduttore dell'articolo è stato: il rimbalzo della verità.
salius


