Etica - Dalai Lama
Durante il corso della sua ultima visita in Italia - avvenuta nel dicembre 2007 - il Dalai Lama si è pronunciato, a più riprese, sull'etica. Il leader religioso è propenso ad un'etica laica e secolare. Ecco brevi estratti che ne chiariscono bene il pensiero.
"Alcuni miei amici dicono che l'etica deve fondarsi sulla religione. Io, lo ripeto, credo che debba trattarsi di un'etica laica e secolare: le fedi sottolineano l'importanza della compassione e della benevolenza, ma io promuovo questi sentimenti a prescindere dalla religione".
"Dal punto di vista buddista, il mio punto di vista - ha precisato il Dalai Lama - si dovrebbe essere completamente imparziali e non avere idee predominanti o condizionamenti. Naturalmente sono stato io stesso condizionato dalla mia educazione, ma e' proprio per questo che reputo necessaria un'etica laica e secolare".
"Alcuni miei amici - ha puntualizzato il Dalai Lama - dicono che l'etica deve fondarsi sulla religione. Io, lo ripeto, credo che debba trattarsi di un'etica laica e secolare: le fedi sottolineano l'importanza della compassione e della benevolenza, ma io promuovo questi sentimenti a prescindere dalla religione".
Secondo il Dalai Lama si tratta di "stati mentali che sono innati in noi: ce lo dimostra l'energia che mette una mamma, anche nel mondo animale, nella cura dei propri figli e lo fa solo per affetto spontaneo. Ecco, la compassione e' un elemento biologico necessario agli uomini".
Purtroppo, la naturalezza di prendersi ciascuno cura dell'altro può esser senz'altro alterata. "Con il proliferare della tecnologia molti giovani passano gran parte del loro tempo a guardare la televisione o in altre occupazioni che non consentono loro di guardare dentro se stessi. Non riuscire a sviluppare un'etica interiore (dedicando più tempo alla meditazione e alla spiritualità - NdR) ci porta all'egoismo, alla non comprensione dell'altro e, quindi, alla violenza".
"La conseguenza sono i crimini e anche i suicidi", ha detto il Dalai Lama. "Abbiamo bisogno di sforzi speciali per realizzare l'importanza dell'interiorità e dell'etica".
Il leader religioso si è soffermato pure sull'importanza di "considerare ogni cosa come complementare agli altri elementi e, dunque, anche a noi stessi." I buddisti lo chiamiamo il 'sorgere fenomenico', ovvero il sorgere delle cose in base a rapporti di causa-effetto.


