Skip to Content

Questa è la vecchia versione provvisoria di meditare.net. Quella nuova e aggiornata si trova all'indirizzo: http://www.meditare.net/wp

Un’isola di calma personale: il training autogeno

Nato negli anni Trenta, ad opera del neuropsichiatra tedesco Jurgen H. Schultz, il training autogeno è un metodo di autodistensione che consente di modificare situazioni psichiche e somatiche.

Training significa allenamento, cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi particolarmente studiati per il realizzarsi dell’equilibrio neurovegetativo, continuamente insidiato da stati di tensione, di ansia e di stress.

Autogeno significa “che si genera da sé” e ciò differenzia questo metodo dalle tecniche le cui realizzazioni somatopsichiche sono attivamente indotte dal soggetto o dal terapeuta.

Si tratta di una tecnica che facilita una presa di coscienza del proprio corpo, dimensione essenziale per avvertire in tempo le situazioni di stress che si stanno venendo a creare e i conseguenti stati di contrattura muscolare.
E’ facilmente applicabile su di sé, sia completamente da soli che seguendo le induzioni verbali di una terza persona (che possono anche essere registrate).

La pratica consiste in una serie di posizioni del corpo e di frasi di autoconvincimento pronunciate come i mantra dello yoga.

Le posizioni sono in grado di determinare un progressivo rilassamento muscolare che si manifesta come aumento della pesantezza del corpo e intenso radicamento al terreno, dovuto al rilassamento dei vasi sanguigni, un affievolimento della tensione muscolare, un maggiore afflusso di sangue in quasi tutti gli organi e una migliore funzione respiratoria.

Il training autogeno genera un leggero stato di trance con un abbassamento della soglia di coscienza. E’ consigliato per contrastare disturbi quali l’ansia, l’emicrania, l’asma, l’attacco di panico e l’ipertensione.

Solitamente, sono sufficienti 5 o 6 esperienze di circa un’ora l’una per imparare a riprodurre uno stato di profondo rilassamento muscolare, almeno a partire da uno stato emotivo “normale”.

Gli esercizi vanno eseguiti tutti i giorni per almeno quindici minuti. Meglio se lontano dai pasti.

Eccoli qui, a grandissime linee:

I 2 fondamentali:

- esercizio della pesantezza: produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento dei muscoli striati e lisci;

- esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno.

E 4 complementari

- esercizio del cuore: produce un miglioramento della funzione cardiovascolare;

- esercizio del respiro: produce un miglioramento della funzione respiratoria;

- esercizio del plesso solare: produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni;

- esercizio della fronte fresca: può favorire l’eliminazione di eventuali mal di testa, perché produce un leggera vasocostrizione nella regione encefalica.

Ulteriori spiegazioni e approfondimenti:
1) istitutobeck.it
2) nienteansia.it

Fonte: Paola Segurini, mondisintetici.it

Meditazione nel Web su Google +1