L’incenso
L'incenso si usa per aiutare la meditazione, nell’induismo, nello yoga e nei riti buddisti. L’incenso o olibano è una gommoresina trasudata da alcuni alberi come la Boswellia, che cresce in Sudafrica, in medio Oriente e in India, che brucia effondendo un forte profumo a cui è stata attribuito da tempi antichissimi una funzione di purificazione tanto che abbiamo ritrovato incensieri vecchi di 4000 anni.
I profumi rappresentano la percezione della coscienza liminare cioè un tipo di percezione che non è più sensi e terra ma già spirito e cielo.
Di solito l’incenso è un miscuglio di mirra, sandalo, muschi, cannella e altro. C’è poi un incenso naturale che è il più semplice e forse il più efficace. Sono migliaia di anni che l’incenso viene usato ritualmente e che i riti sacri sono accompagnati in ogni luogo del mondo da esalazioni o profumi o fumigazioni. L’incenso è citato in una tavoletta egizia del 1530 a.C., 3500 anni fa. Forse gli Egizi furono i primi ad usarlo e lo tenevano in gran conto tanto che, non avendolo in Egitto, dovevano importarlo a caro prezzo dalla Siria. Si pensava che placasse l’ira degli dei. Oggi si pensa che il fumo dell’incenso agisca sottilmente sui centri cerebrali, dilatando la mente e favorendo l’espansione di coscienza. E’ un vero legame magico con le energie positive. Gli Ebrei con esso liberavano il tempio dalle negatività e anche le chiese cristiane lo usano per le energie sottili delle chiese. Gli stessi veggenti facilitano le loro trance con l’incenso. Usato come profumo e non come fumo sembra che fortifichi la mente e diriga la volontà.
All’incenso si attribuisce la facoltà di innalzare le preghiere verso il cielo, esso è un conduttore dell’energia sottile e viene anche considerato un elemento purificatore. Il suo uso affonda nella notte dei tempi. Uno dei Magi offre incenso a Gesù bambino. Anche in India l’incenso (dhupa) è usato da moltissimo tempo, esso è collegato all’elemento Aria e si dice che rappresenti la percezione della coscienza universale, così lo si usa per aiutare la meditazione, nell’induismo, nello yoga e nei riti buddisti.
Nell’America centrale si pensa che il suo fumo sia una nuvola divina, una emanazione dello spirito superiore. I Maia usavano l’incenso di coppale per mettere in fuga gli spiriti maligni. Dicevano “L’incenso è la resina del cielo, il suo profumo è attirato verso il centro del cielo”.
In epoche molto antiche appare l’incenso nei riti per le dee della terra, in colleganza ai cicli lunari. Anche nei riti ebraici gli aromi svolgevano un ruolo importante. Nella liturgia cattolica l’incenso è un elemento dell’offerta sacrificale. Profumi rituali erano presso gli Etruschi, i Romani, gli Egizi. In Egitto le essenze dei profumi erano estratte e lavorate nei templi e venivano usate nell’imbalsamazione.
Naturalmente, tuttavia a qualcuno il profumo dell’incenso può dare fastidio. Abbiamo allergie e controindicazioni a tutto. Si pensi a quante allergie abbiamo a elementi presenti nell’aria che per altri sono benefici. Ci sono persone religiosissime che hanno forti crisi perché non possono andare in chiesa in occasioni particolari quando il sacerdote col turibolo manda forti quantità di incenso. Si può avere allergia all’incenso come ai fiori in primavera. I profumi, gli odori, possono mettere in moto profondi meccanismi chimici o psichici. ... Possiamo dire che gli odori, i profumi, stanno in una zona di mezzo, tra il fisico e l’incorporeo, e toccano la sfera di noi più sfuggente e sottile.
(Appunti per un corso tenuto dalla prof. Viviana Vivarelli)


