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Ricordando abbé Pierre

Perché leggere un'intervista all'abbé Pierre, figura eminentemente cattolica? Dapprincipio, nonostante il personaggio fosse così famoso, avvertivo, mio malgrado, qualche perplessità. Le risposte della sua religione sono già preconfezionate secondo i dettami di una dottrina così rigida da non lasciar quasi nulla al buon senso del dubbio e della ricerca. Ma quando ho letto le domande che l'abbé avrebbe voluto porre, una volta raggiuntone il cospetto, al buon Dio, mi sono ricreduto. La saggezza, da qualunque fonte provenga o per quanto dissimuli e si camuffi, non riesce a celare per molto il suo inevitabile e intrinseco splendore.

Estratto da un'intervista all'abbé Pierre, recentemente scomparso, tratta dal Messaggero di Sant'Antonio in occasione del suo 90° compleanno (Fonte web: Vita.it )

«[...] Lei ha scritto nel suo Testamento che ha molte domande da porre al Buon Dio. Qual è la prima che gli farà, quando lo incontrerà faccia a faccia?

È una domanda grossa. Gli dirò: mio Dio vi amo con tutto il cuore, con tutta l'anima perché siete infinitamente grande e infinitamente buono, però non capisco niente dell'ordine della creazione cominciando dal fatto che gli animali più grandi per vivere e conservarsi debbano divorare i più piccoli. La legge naturale per cui bisogna servire prima i più forti a scapito dei più deboli non mi lascia tranquillo. Certo, questo non sminuisce il mio amore per Dio, però non posso tacerlo, glielo devo chiedere. Gli chiederò anche delle sofferenze ingiustificate di molte popolazioni. È vero che la miseria è il frutto del peccato degli uomini, di ciascun uomo, dei governanti; è colpa nostra se non esiste un'equa distribuzione dei beni terreni tra gli uomini, però perché non chiamare Dio in causa?
Un'altra cosa importante: quando recitiamo il Padre nostro, terminiamo dicendo «liberaci dal male» e in molti punti del Vangelo Gesù dice: «Cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto», allora come non chiedere: «Dio mio, com'è che da 2000 anni ci avete insegnato il Padre nostro, eppure il male esiste ancora?». È una domanda che non posso non rivolgere a Dio. [...]»

Domande semplici, umili, genuine, schiette. Qual'è la risposta? Si dice che la risposta sia contenuta, racchiusa nella domanda medesima ...

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