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Perle di saggezza: il Dalai Lama ci parla

“Anche fra i tibetani troviamo studiosi che hanno la sensazione che la scienza e la religione siano così lontane che difficilmente l’una avrebbe qualcosa da insegnare all’altra. Essi respingono la scienza come irrilevante – l’esatto opposto di ciò che accade in Occidente, dove alcuni respingono invece la religione. Propongo di sostituire la parola religione con il termine religiosità, perché ciò che è in gioco qui non è una dottrina specifica, ma l’esperienza più generale di una qualsiasi religione.”
(Dalai Lama, Nuove Immagini dell’Universo, Raffaello Cortina Editore, MI 2006)

“La cultura spirituale trascende le razze, le frontiere nazionali e anche il tempo. La cultura materiale, per quanto originale possa essere, non è un valore durevole. Lo è invece la cultura spirituale. E la cultura spirituale è in gran parte rappresentata da ciò che succede nella mente e che si traduce nell’affetto, nella bontà e nel rispetto del prossimo.”
(Claude B. Stevenson, Così parla il Dalai Lama, Ed. Lindau, To, 2006)

“Io ritengo che il potere vero dipenda dal rispetto che gli altri mostrano nei tuoi confronti. Ha a che vedere con la capacità di influire sul cuore e sulla mente degli altri. Il Mahatma Gandhi, per esempio, aveva un potere vero, che tuttavia non era fondato sulla quantità di denaro che aveva. Il potere fondato sulla ricchezza è artificiale, tocca la superficie, non dura. Rispettano i tuoi soldi ma non te, e se perdi i soldi, potere e rispetto svaniscono. E’ come il potere di chi impugna una pistola: appena la posa, a quella persona non viene più riconosciuto alcun potere, né mostrato alcun rispetto.”
(Dalai Lama, L’arte della felicità sul lavoro, Oscar Mondadori, MI 2006)

Dalla newsletter dell'istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia - Dicembre 2006

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