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Yoga al posto di religione, insorgono i docenti

Sospeso dopo pochi mesi il corso di meditazione orientale. Yoga a scuola? Un sacrilegio, secondo alcuni professori, che hanno spinto il preside dell’istituto a chiudere il corso di disciplina orientale. È accaduto all’istituto tecnico e professionale “Luigi Ripamonti” di Como, dove il corso di yoga – partito a metà ottobre del 2010 – ha chiuso i battenti da un paio di settimane.

Il preside della scuola, Pasquale Clemente, l’ha presa con filosofia. «Alcuni professori si lamentavano – dice – e di fronte a questo atteggiamento, ho preferito interrompere le lezioni di yoga per evitare polemiche».

Il corso non era obbligatorio e non faceva parte del curriculum scolastico degli studenti. Era un’alternativa all’ora di religione, che i ragazzi potevano decidere spontaneamente di seguire. ...

A metà ottobre il corso è cominciato, ma nel giro di poche settimane alcuni docenti hanno iniziato a lamentarsi.
«Più che altro erano perplessi – precisa il preside – si sono informati su Internet, e secondo loro in questa disciplina vengono presentate delle icone che raffigurano simbologie mistiche. Questo a loro non piaceva, e me l’hanno detto chiaramente».

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