Il diabete si contrasta anche con lo yoga
E' una notizia di qualche giorno fa . Dicembre 2008 - ma è sempre utile soffermarcisi ancora per riflettere. Nella sorprendente quanto remota India il diabete si combatte a scuola. Per essere più precisi si previene con la nobile arte o scienza spirituale dello Yoga e, di converso, con il prezioso aiuto della meditazione. Infatti entro breve lo Yoga diverrà materia obbligatoria per tutti gli scolari indiani. Lo scopo precipuo è contrastare le cosiddette malattie del benessere.
Il diabete si può dunque vincere a colpi di mantra? Gli islamici, buon per loro, ritengono che le preghiere della religiosità induista potrebbero minare la fede nel verbo di Maometto. E come logica conseguenza delle perenni diatribe religiose sussistenti tra le differenti credenze suggeriscono che sarebbe sufficiente contenersi. I fautori delle posture fisiche (asanas) a tutti i costi ritengono invece che le formidabili tecniche respiratorie del pranayama come quelle del più generico rilassamento e della meditazione siano irrinunciabili.
Non dimentichiamo comunque che la piaga dell'obesità, una delle concause principali del diabete, si vince soprattutto facendo moto. Anche se rigenerarsi con lo Yoga è un punto fermo, non sottovalutiamo neppure l'universo di quelle discipline parallele che offrono un esemplare impulso dinamico alla riconquista della propria salute.
Prima di concludere. Se mi limitassi alle considerazioni appena formulate sarei banale. Cos'è che attiva i processi di guarigione dal diabete come da altri infausti analoghi inconvenienti? Rimanendo nel vago, senza cioè approfondire lo specifico dei singoli handicap, il compito svolto dallo Yoga consiste principalmente nel sollecitare la propria bioenergia – quello dell'energia vitale o prana è un concetto relativamente opinabile e che andrebbe ulteriormente approfondito – a defluire con maggior intensità. Ebbene le tecniche dello Yoga, nonché ovviamente quelle meditative, ne stimolano la circolazione ridonando fiducia in se stessi e persino gioia d'esistere. Ma quest'ultimo è un argomento che merita ben altro approfondimento.


