Concetto occidentalizzato di Meditazione
Da circa un mese sto proponendo, a livello dilettantistico, degli incontri settimanali di Tecniche di Meditazione Attive.
Per gli addetti ai lavori questa non sarà certamente una novità. Mi rendo conto che il tempo è ancora troppo breve per avere una risposta di massa e mi trovo molto spesso a confrontarmi con due situazioni estreme.
Da una parte, da chi se ne intende un pò dell'argomento, viene subito a galla una propensione nell'estremizzare la propria scelta di vita, come l'avvicinarsi alla cultura orientale, come unica via per il benessere, come unica scelta in questa società confusa quasi come un'ancora di salvezza, come il solo modo per vivere una vita "giusta".
Dall'altra, trovo ancora molto scetticismo dato probabilmete dalla poca conoscenza che l'occidente ha, ancora, di certe culture e la conseguente paura delle "cose sconosciute" ma, probabilmente, dato anche dal fatto che molto spesso ci si scontra, o si incontrano, veri e propri invasati, finti mistici e santoni che non fanno altro che agganciare persone in una sorta di dipendenza invece che affiancarsi in un cammino di conoscenza e consapevolezza del valore individuale.
Personalmente promuovo la Meditazione in maniera molto semplice, come del resto la sento e la vivo.
Credo che cominciando a considerarla una scienza sperimentale volta all'individuo perchè inizi indipendentemente una ricerca di sè, guidato, accompagnato ma libero di esprimersi potrebbe formare individui responsabili ... invece che adepti.
Sento che c'è una grande curiosità intorno all'argomento ma la paura di rimanere agganciati all'interno di un sistema, considerato quasi una setta, frena molto le persone.
E, francamente, credo altrettanto che sia impensabile continuare a mantenere la quasi totalità della popolazione con le bende sugli occhi.
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