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Le posizioni della felicita'

Una scuola di Yoga dove per un'ora al giorno si coltivava l'arte del ridere. Di Yoga della risata scrive nel suo "Ultimo giro di giostra" il giornalista-scrittore Tiziano Terzani che incontrò Madan Katarian, il medico indiano fondatore del movimento dei laughter clubs (circoli della risata) che in 15 anni sono diventati 3mila, dagli States all'Australia passando per l'Europa, gli Emirati arabi fino alla Malesia. "Lo Yoga della risata insegna a ridere e rilassarsi in gruppo ma anche da soli, basandosi tra l'altro su alcune antiche tecniche di respirazione utilizzate nello Yoga e sulla risata stimolata", spiega Laura Toffolo, presidente Associazione Yoga della Risata.

Il Pranayama, il respiro profondo basilare nello Yoga, dà inizio ad ogni sessione e lo si interpone anche tra gli esercizi. Calma la mente, aumenta la quantità di ossigeno in circolo perché con l'espirazione prolungata (il doppio del tempo rispetto all'inspirazione), tipica di questa tecnica, si rimuove l'aria residua stagnante nei polmoni, carica di ossido di carbonio e aumenta la capacità dei polmoni e quindi la capacità di ridere.
Abbinati al Pranayama altre respirazioni di tipo dinamico come Kapalabhati, che "puliscono" i passaggi respiratori attraverso forti contrazioni dei muscoli addominali: tutte sviluppano contrazioni respiratorie ritmiche simili a quelle del riso.
Anche l'esercizio di riscaldamento della risata, durante il quale per praticità si utilizza un vocalizzo (ho-ho-ha-ha-ha) si rifà a questi: si ottiene un movimento ritmico di diaframma e muscoli addominali e intercostali, i quali aiutano a espellere l'aria dai polmoni producendo anche contrazioni ritmiche alle corde vocali.
Si abbina il battito ritmico delle mani stimolando i punti dei meridiani energetici presenti sul palmo secondo la teoria dell'agopuntura e ottenendo un senso di benessere dovuto all'aumento del livello energetico.
Durante la respirazione le braccia sono distese, come nell'esercizio Yoga conosciuto con il nome di Talasana, si allungano i muscoli del collo e delle spalle, sciogliendo le tensioni.
Dal Simha Mudra invece, o Posizione del Leone, viene l'esercizio detto risata del Leone: lingua estesa fuori dalla bocca, occhi spalancati e mani nel gesto di una zampata di felino. Stimola i muscoli facciali, è benefica per la gola perché ne aumenta le difese immunitarie, rimuove le inibizioni e stimola la tiroide.
Tanti i tipi di risata che non deve durare più di 30-40 secondi ed è intervallata sempre dall'esercizio di preparazione e dal respiro profondo. Da quella di benvenuto all'indiana a mani giunte (namaste), quella "di cuore" con le braccia in fuori a quella silenziosa dove si spalanca la bocca e si ride senza suono assumendo espressioni buffe. Molto usato il gibberish, un linguaggio volutamente infantile un po' sciocco o non sense ma catartico, per rimuovere le inibizioni.
"La risata viene quindi inizialmente provocata", conclude Laura Toffolo, "per poi sgorgare spontanea alla fine della seduta durante la laughter meditation, dove si raggiunge uno stato mentale in cui non bisogna più impegnarsi per ridere, che vede i partecipanti sdraiati o seduti, estremamente rilassati".
Da domenica 5 a domenica 12 ottobre Madan Katarian sarà in Italia. Info www.yogadellarisata.it (m. gu.)

Da un supplemento salute di repubblica.it del 02-10-08

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