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Le festivita' natalizie negli Stati Uniti d'America

Com'è vissuto il Natale oltre oceano? Innanzitutto, la frase d'augurio pronunciata abitualmente negli uffici pubblici, Buon Natale, ovvero Merry Christmas, è stata sostituita dal più generico Buone Feste, cioè Happy Holidays.
Il riferimento alle feste cristiane di dicembre e gennaio (dal Natale all'Epifania) è stato così sfumato per una sorta di correttezza politica.

Buone Feste, Happy Holidays, si riferisce pure alle altre ricorrenze di questo periodo, la festività ebraica di Hanukka e quella afro-americana di Kwanzaa. L'augurio, sempre più di moda nell'ultimo decennio, non fa quindi riferimento a nessuna confessione religiosa specifica. Suppongo si tratti di genuino rispetto verso gli americani non cristiani.

Tuttavia, nel paese, secondo i dati 2001 del Census, i Cristiani restano il 76.7% della popolazione, gli Ebrei lo 1.7%, i Musulmani lo 0.6% mentre il 14.2% dichiara di non professare alcuna fede. Una situazione che alimenterà senz'altro polemiche.

I Cristiani si lamentano del progressivo svilimento dei loro valori. I medesimi, sostengono, su cui fu fondata l'America. Sennonché, rammentiamolo, le istanze spirituali sono universali. E per fortuna ci sono gli ebrei. Essi esigono, giustamente, che assieme agli eventuali riferimenti natalizi simbolici cristiani compaiano anche quelli della loro fede. Ma a questo punto subentrano islamici, buddhisti e induisti che vorrebbero ufficializzare anche le loro festività.

Frasi d'augurio e simboli religiosi non sono i soli ad esser monitorati. Pochi giorni fa quindici alberi di Natale sono stati rimossi dall'aeroporto di Seattle per le rimostranze di un rabbino che chiedeva di collocare accanto agli alberi una menorah (il tradizionale candelabro ebraico che viene acceso durante Hanukkah). Penso proprio che avesse ragione. L'amorevolissima festa si sarebbe senz'altro estesa, condivisa, e non sminuita.

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