La religione del Cristo
Ieri, 13 Maggio 2007, Eugenio Scalfari ha scritto uno splendido articolo, un'intervento energico, trasparente e incisivo. L'occasione del suo commento è stata, ovviamente, la manifestazione indetta, seppur tramite interposti soggetti, dal Vaticano, e - oramai non v'è dubbio - anche dalla destra. Il saggio opinionista si è espresso chiaramente, senza riserve o il benché minimo tentennamento, a favore di coloro che soffrono per le tante contraddizioni sociali che attanagliano il nostro pur agiato, ma dissennato e iniquo paese.
Ne riporto, in proposito, un breve estratto:
[...]Dopo aver incitato i discepoli e il popolo che lo seguiva all'amore e alla carità, egli (Gesù - NdR) aggiunse: "Voi credete che io sia venuto a portare la pace ma io ho portato la spada. Io metterò il padre contro il figlio, la figlia contro la madre, il fratello contro il fratello. Chi verrà con me abbandonerà la famiglia. La mia famiglia non sono mio padre e mia madre ma siete voi che credete in me".
È un passo dei Vangeli molto controverso che ha una sola interpretazione possibile: Gesù pone se stesso come simbolo di carità e amor del prossimo e vede i legami familiari e l'egoismo di gruppo che li può intridere come una barriera da abbattere se il cristiano vuole aprirsi al comandamento dell'amore del prossimo. In questa visione la famiglia, luogo di amore, non può che essere aperta e inclusiva. Se non lo è il Maestro esorta i suoi seguaci ad abbattere il muro che la protegge e ad aprire le braccia e il cuore al Dio della misericordia, della tenerezza, del bene.
[...]
Gesù di Nazareth rovesciò i tavoli dei mercanti e li scacciò a frustate dal Tempio. Gesù di Nazareth predicava la pace ma sapeva usare la spada quando fosse necessario.
Ha detto tante cose Gesù di Nazareth. Forse i laici dovrebbero promuovere un raduno di massa intitolato al suo nome per vedere fino a che punto la Chiesa di oggi abbia ancora il diritto di usarlo e non parli invece sempre di più con lingua biforcuta. Per vedere se il ritorno al nuovo temporalismo sia un fatto positivo o negativo per il sentimento religioso. Per vedere se i papisti di oggi lottino ancora affinché gli ultimi siano i primi. Infine per capire se i cammelli riescano a passare nella cruna dell'ago o se quella cruna non sia diventata una ampia autostrada dove i cammelli transitano al galoppo con tutto il carico delle loro ricche mercanzie.
Sì, bisognerebbe proprio farlo un raduno di massa su Gesù di Nazareth. Non credo che il trono e l'altare uniti insieme siano di suo gusto, figlio dell'Uomo o figlio di Dio che lo si voglia considerare.
(L'articolo, dall'esplicito titolo "I cammelli al galoppo nella cruna dell'ago" è su repubblica.it).
Per quanto riguarda la summenzionata affermazione di Gesù sulla spada, il fuoco, la guerra, conseguenza indiretta del suo insegnamento, esiste, a dire il vero, un'ulteriore, quanto pregnante, interpretazione esoterica. Il fuoco di cui si parla, ovviamente interiore, è quello suscitato dall'attrito tra la mente e il corpo che le pratiche cristiane certamente comportano.
Più in generale, ritengo che Eugenio Scalfari abbia davvero centrato il problema. Non lasciamo che a parlare in nome o per conto di Gesù siano gli astuti mercanti del tempio. Tristi sepolcri imbiancati i cui populistici intenti, ben lungi da qualunque spirito d'amorevole reciprocità, mirano a consolidare, prevalentemente, il loro status sociale, nonché la consistente congerie di privilegi di cui, senz'altro iniquamente, godono. Spero che d'ora innanzi ci si adoperi, culturalmente, per riaffermare quello spirito di giustizia disperso tra i mille rivoli della menzogna, della connivenza mediatica, del conformismo ipocrita.
Prima di concludere, al solo fine di puntualizzare, rammento che la salvezza, intesa nel senso di rigenerazione spirituale, è sicuramente un carisma cristico. Tuttavia non mi riferisco al Cristo storico che, d'altra parte, viene dentro una corrente di grazia che era da sempre in atto nell’universo. Alludo ad una religione che precede ogni appartenenza. ...
nick.salius


